Sulla cresta dell'onda

Mareografo

Mareografo

Mareografo di tipo "Thomson" costruito, come indica la scritta incisa sullo strumento, presso l'Ufficio Idrografico nel 1887.

È uno strumento meccanico con movimento a orologeria, caricato una volta la settimana, munito di galleggiante parzialmente zavorrato, pendolo a mercurio e contrappeso di carica.

Un secondo peso assicura la tensione della carta di registrazione, che è avvolta sul tamburo di carica, scorre su un secondo tamburo e si riavvolge sul terzo.

La registrazione dei valori misurati avviene mediante un pennino a serbatoio d'inchiostro, mentre il rapporto di riduzione tra l'escursione della marea e la rappresentazione grafica è di 1/5.

Mareografi dello stesso tipo, anch'essi costruiti presso l'Istituto Idrografico della Marina, sono ancora in uso presso le stazioni mareografiche di Genova e di Brindisi, e costituiscono un utile sistema di confronto con i mareografi digitali, che vengono interrogati, azionati e scaricati via modem dall'Istituto Idrografico.

I dati così raccolti consentono - in aggiunta all'elaborazione delle Tavole di Marea, essenziali per la sicura condotta della navigazione costiera, e ad altri impieghi statistici e scientifici - la determinazione del livello medio del mare, in base al quale l'Istituto Geografico Militare di Firenze definisce l'altimetria terrestre.

Il primo mareografo fondamentale della rete geodetica nazionale - un "Thomson" originale - fu posto in opera nel 1883 in un casotto situato all'estremità occidentale del bacino di carenaggio della darsena, di cui il pozzetto di galleggiamento comunicava con le acque del porto mediante un breve cunicolo sommerso.

Rimase in funzione fino al 1889, quando fu sostituito dal modello analogo, costruito presso l'Ufficio stesso, di cui un secondo esemplare fu messo in opera nel bacino dell'arsenale di Venezia lo stesso anno.

Un mareografo è esposto presso il Museo Navale Internazionale del Ponente Ligure a Imperia.


Sir William Thomson, lord di Kelvin, fisico - matematico nato a Belfast il 26 giugno 1824, morto a Netherall (Scozia) il 17 dicembre 1907. Laureato a Cambridge nel 1845, proseguì gli studi a Parigi e nel 1846 ebbe la cattedra di fisica generale all'Università di Glasgow, che tenne per 53 anni.
Il suo primo lavoro fu la ricerca matematica dell'età della terra, calcolata in base al suo raffreddamento progressivo, che stabilì tra 20 e 400 milioni di anni. Pubblicò una memoria sulla teoria dinamica del calore e un trattato, ancora oggi fondamentale, sulla meccanica teoretica.
Scoprì il carattere oscillatorio di molte scariche elettriche; suggerì l'uso dei conduttori a treccia nella telegrafia sottomarina; discusse la teoria matematica delle propagazioni dei cavi e determinò l'influenza nociva della capacità elettrostatica del cavo sulla distorsione dei segnali, che riuscì a ridurre grandemente con l'applicazione di un condensatore ad ogni estremità di essi; fece le prime determinazioni delle unità assolute di forza elettrica; inventò il galvanometro registratore che consentì lo sviluppo industriale della telegrafia sottomarina; stabilì la distinzione tra forza magnetica e induzione magnetica; inventò il ponte doppio per la misura delle resistenze elettriche basse, la compensazione delle bussole marine e innumerevoli altre innovazioni pratiche (tra cui il mareografo e lo scandaglio a filo qui presentati), che gli valsero fortuna economica e grande autorevolezza nel mondo tecnico-industriale.
Per tali meriti scientifici fu eletto presidente della Royal Society nel 1890 e due anni dopo divenne pari d'Inghilterra con il titolo di barone di Kelvin.
(Enciclopedia Italiana, XX)
A cura di Paola Presciuttini
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