Sulla cresta dell'onda

Pesca Corallina - Rastrello

Durante la campagna idrografica condotta dalla nave "Washington" nel 1881 tra Sciacca e Pantelleria (Rivista Marittima 1882), si effettuarono studi sui banchi coralliferi per studiarne l'estensione, la conformazione e le condizioni nelle quali gli animali coralligeni possono svilupparsi.

Gli attrezzi impiegati per rastrellare il fondo furono il rastrello, il gangano, le redazze.


RASTRELLO

Il rastrello è formato da due coltelli di ferro piatto, disposti parallelamente fra loro e uniti mediante i lati minori di due rettangoli di ferro tondo. Dalla parte opposta, questi rettangoli sono connessi insieme da due traversini dello stesso metallo, in modo da formare complessivamente un parallelepipedo. Un'asta di faggio o di pino è appesa alla base inferiore, allo scopo di portare quattro redazze e tre pesi da sei kg ognuno.

Due bracci di ferro, fissati alla parte superiore dei rettangoli, sono uniti superiormente mediante una legatura di comando: servono a sostenere l'attrezzo e a legarvi il cavo di rimorchio. Una tela a forma di sacco è fissata sul lato inferiore dei coltelli per ricevere ciò che dai medesimi è prelevato dal fondo.

Un altro sacco di rete, interno al primo e di dimensioni inferiori, serve a formare un doppio fondo affinché, nel caso che il rastrello si rovesci, il contenuto non possa uscirne. Il sacco interno, chiamato anche trappola, termina nella parte inferiore con un cerchio metallico, che serve a far passare il materiale che dall'apertura dei coltelli penetra in fondo alla rete esterna.

Il cavo di rimorchio è fissato a uno solo dei bracci di sostegno perché, se il rastrello incontra uno scoglio, può svincolarsi rompendo la legatura di comando che unisce gli estremi dei bracci medesimi, e quindi l'apparecchio si recupera intero.

Questa legatura si fa in modo che uno dei bracci resti più lungo dell'altro, in modo da diminuire la resistenza che il rastrello incontra nel suo lavoro.

Rastrello

Le redazze servono a portar su piccoli animali o le alghe che non entrano nel rastrello, e i pesi aggiunti alla traversa di legno servono a mantenere l'attrezzo in posizione verticale quando cala a fondo. Infine, le facce maggiori del parallelepipedo sono coperte di tela, affinché la rete non si strappi mentre il rastrello striscia sul fondo.

Per bene studiare i banchi di corallo era necessario avere un rastrello che, oltre a portar su il corallo, portasse pure i pezzi di scoglio sul quale gli animali coralligeni si attaccano, e così avere le nozioni esatte sulla natura del fondo dove essi facilmente si propagano. Il Magnaghi, comandante della spedizione, pensò allora di costruire un apparecchio della seguente forma.

Due cerchi di ferro di 0.20 m di diametro, distanti fra loro 2.30 m, servono a tenere uniti sei pezzi di ferro piatto che hanno la forma di un semi-ellisse; il tutto prende allora la figura di una gabbia ellissoide, di cui l'asse minore è di 0.80m.

Nell'interno di questa gabbia e quasi alla metà, è sospeso un anello di ferro tondo del diametro di 0.70 m, il quale porta un sacco di rete con la solita trappola; il fondo della rete esterna è fornito di un sacchetto di tela, chiuso dalla parte inferiore.

Una braga di sagola a quattro bracci sostiene il sacco dalla parte superiore, mentre il fondo è legato al cerchio che unisce insieme le forme dalla parte inferiore. Sopra tre dei sei ferri che formano la gabbia e a mezzo metro circa dalla base, sono fissati tre penzoli di catena della lunghezza di 1.50 m; all'estremo di ciascuno di essi è guarnita una redazza. Tre altre redazze sono pure guarnite ai ferri rimasti liberi, in modo che la loro lunghezza occupi quella dei penzoli. Da ultimo è fissata al cerchio superiore una maniglia con occhio, per sospendere l'attrezzo e legarvi il cavo di rimorchio.

Rastrello

Il rastrello così costruito dette i migliori risultati senza inconvenienti di sorta, giacché la sua forma acuminata è atta a farsi strada attraverso gli ostacoli che incontra, mentre la robusta ossatura rompe facilmente i materiali di una certa resistenza, e quelli che penetrano in mezzo alle forme sono trattenuti dal sacco di rete.

Nel caso, difficile ad avvenire, che l'apparecchio capiti fra due scogli continuando a tirare, accadrà che le forme di ferro, non essendo fissate se non agli estremi, si schiacceranno e il rastrello sarà salvo con tutti i materiali che contiene. Inoltre, trovandosi l'attrezzo in lavoro nella posizione orizzontale, la parte dell'anello interno, che capita fra le due forme striscianti sul fondo, rastrella per conto proprio, e se l'ostacolo incontrato è superiore alle sue forze, l'anello si svincolerà sicuramente per la libertà che ha di potersi muovere; in circostanze simili, pertanto, la rete non correrà alcun rischio di rompersi. Va aggiunto che le redazze, disposte in quel modo, sono atte a coprire una discreta superficie di fondo, che è già stata smossa dal rastrello, e quindi più facilmente le alghe, i crostacei, le madrepore e i coralli, non penetrati nel sacco, vi rimarranno impigliati.

Infine, questo rastrello permette alla nave una velocità maggiore e una manovra più sicura, condizioni che contribuiscono a rendere meno difficile l'operazione di rastrellamento.

A cura di Paola Presciuttini
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