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Angolo arrotondato Angolo arrotondato

CRISTINA FREGHIERI


Il libro Da 0 a meno cento metri è la mia semplice storia di subacquea, ma forse è la storia di molti. Ho iniziato a scrivere la mia autobiografia attraverso i fatti accaduti, perché le emozioni che ho vissuto sott'acqua sono state talmente incisive da scriversi da sole.

Ho scoperto poi che il dialogo del "silenzio sommerso" ha una risonanza impetuosa con se stessi e con gli altri. Così in una giornata di sole, dopo aver compiuto il mio ruolo di guida subacquea sulla Haven (petroliera affondata nel 1991 al largo di Arenzano GE), mentre scrivevo i miei infiniti appunti qualcuno ha chiesto di leggerli.
Sembrava veritiero l'entusiasmo, nelle parole che mostravano interesse alle mie emozioni sommerse scritte in fretta.
Quasi non ci ho creduto ma poi, nel tempo a seguire, mi sono detta "perché non tentare?". Così è stato. Ed ecco qua, dopo non poche fatiche, realizzata la mia piccola opera .

La mia storia è legata al profondo, non solo in metri ma soprattutto alla sfera emozionale propria. Ho scoperto di stare molto bene laggiù, talmente bene da decidere di affrontare le molte controversie e difficoltà della preparazione tecnica pratica e psicologica, nella strada della scalata all'ingiù.

Approdare alla quota scritta su di un brevetto ufficiale è stato in fondo semplice, la preparazione e la costruzione lenta e progressiva hanno dato i suoi frutti. Non immaginavo però di scoprire che più scendevo, più avevo bisogno di quella dimensione interiore che si chiama contatto con se stessi e il liquido che ci ospita.

L'immersione profonda non è un tuffo per distrarsi, ma una scelta precisa, mentale e tecnica, che permette di entrare e vivere attraverso il controllo emozionale e la razionalità dell'azione, quella dimensione ancora poco conosciuta, spesso definita ostile.

Molte sono le ragioni che portano al "profondo", spesso sconosciute a noi stessi: il mistero dell'ignoto, la sfida con se stessi, il confronto con ciò che ci accoglie, il privilegio di essere nel silenzio ricco di "parole, il bisogno di scoprirsi capaci, la necessità di ascoltarsi dentro di fronte alla paura, di sapere che te ne devi andare ma vorresti restare ancora, il bisogno di dire a te stesso che ci sei stato e, non ultimo, il grande sentimento gratificante nel sentirsi bene dove il mondo della vita di superficie, gestita dall'uomo, non può realmente arrivare. Sarà il nascosto desiderio di diventare anche noi simili alle divinità del mare come le sirene o il dio Poseidone?

Forse...


            

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