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Premio Artiglio 2007

Presentata il 21 aprile 2007 al Museo della Museo della Marineria la IV edizione del Premio Internazionale Artiglio alla presenza di numerosissimi ospiti e rappresentanti delle Istituzioni, tra cui il Prefetto di Lucca Carmelo Aronica, l'Ammiraglio Comandante della direzione marittima Toscana Salvatore Giuffrè, il Comandante della Capitaneria di Porto Giovanni Canu, l'Assessore Provinciale Emiliano Favilla e gli Assessori Mauro Rossi e Franco Pulzone del Comune di Viareggio.


Ospite d'onore Marcello Lippi.


Donatella Borghese, nipote del mitico palombaro Alberto Gianni, ha portato agli interventi il saluto di Jean Albert Le Garrec, figlio naturale di Alberto Gianni e attuale vicepresidente dell'Assemblea Nazionale Francese ed ha raccontato l'emozionante ed intima vicenda personale del nonno.


Un premio che guarda al mare come ad una delle ultime frontiere da rispettare e salvaguardare per la sopravvivenza stessa dell'uomo sul nostro pianeta.


Il Presidente della Fondazione Artiglio Europa Francesco Sodini, ha illustrato la Fondazione ed il Premio ed ha lanciato l'iniziativa "Salviamo la Torretta del Gianni", mentre il Vicepresidente della Fondazione Fabrizio Saettone ha presentato il premiato della IV edizione del premio Artiglio, la Società olandese SMIT International.


IL PREMIO INTERNAZIONALE ARTIGLIO 2007 sul tema: “INNOVAZIONE E RICERCA PER IL SALVATAGGIO E IL RECUPERO NELLE PROFONDITÀ MARINE” assegnato alla società Olandese “SMIT INTERNATIONAL”, specializzata in operazioni di soccorso/recupero marittimo, salita alla ribalta per il recupero dai fondali del Mare di Barents del sottomarino nucleare russo «Kursk»


Il PREMIO ASSEGNATO DALLA GIURIA DELLA FONDAZIONE ARTIGLIO EUROPA SARA’ CONSEGNATO A VIAREGGIO IL PROSSIMO 9 GIUGNO


Giunto nel 2007 alla sua IV edizione, il Premio Internazionale Artiglio, sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica, è stato attribuito dalla Giuria della Fondazione Artiglio Europa alla SMIT International, la società olandese che ha compiuto nel 2001 la straordinaria operazione di recupero, a 108 metri di profondità nelle gelide acque del Mare di Barents, del sottomarino nucleare russo Kursk inabissatosi nell’agosto del 2000 in seguito ad un’esplosione, in cui perì l’intero equipaggio di 118 persone.

La SMIT, la più importante società di recuperi marittimi a livello mondiale (sito web: www.smit.com) fondata nel 1842 dall’Olandese Fop Smit, si occupa anche di rimozione di relitti, di recupero di petrolio e carico da navi affondate, di interventi anti-incendio e di protezione ambientale. Possiede una flotta complessiva di 400 navi, tra rimorchiatori di vario tipo, navi-recupero, navi appoggio, ecc.

L’operazione di recupero di un sommergibile nucleare affondato era ritenuta difficilissima anche per l’alto rischio di contaminazione che avrebbe potuto comportare la fuga di materiale radioattivo durante la rimozione del relitto, provocando una catastrofe ambientale di enormi dimensioni.

La SMIT, dopo mesi di intensa attività progettuale e di verifiche, riuscì nell’ardua impresa di recuperare il relitto, evitando la catastrofe di dispersione radioattiva e riportandolo nella base di Murmansk distante 90 miglia.

Il Premio, a cadenza biennale, è stato voluto dal Rotary Club Viareggio Versilia che, fra i suoi Soci, vanta alcuni diretti discendenti di quei famosi palombari che fra le due guerre mondiali stupirono il mondo con le loro imprese al limite dell’impossibile. Promossa ed organizzata dalla Fondazione Artiglio Europa, la manifestazione, se da un lato si propone di promuovere la salvaguardia ambientale, stimolando la ricerca e promovendo le innovazioni tecnologiche, dall’altro vuole ricordare le gesta dei palombari Viareggini, gente umile, semplice, che ha trasformato il lavoro e l’amore per il mare in un importante capitolo della storia del nostro territorio e della città di Viareggio in particolare.


Nell’albo d’oro dei premiati nelle precedenti edizioni troviamo:

-

il Comandante Jacques Yves Cousteau (2001) alla memoria, per il tema “L’esplorazione degli abissi”;

-

Comsubin – Marina Militare Italiana (2003) per il tema “Scienza e tecnica dell’immersione”;

-

Robert Sténuit (2005) per il tema “I tesori sommersi: archeologia e relitti”.


La Cerimonia di consegna del premio è in programma per il 9 giugno a Viareggio
presso il
Centro Congressi Principe di Piemonte.


La Fondazione Artiglio Europa, nata con l’obiettivo di promuovere studi, ricerche e attività inerenti al mondo subacqueo, ha istituito nel 2001 il Premio Internazionale Artiglio che ha come scopo quello di premiare i meriti di persone, associazioni, enti che abbiano ottenuto risultati importanti a livello nazionale e internazionale. Il nome della Fondazione deriva dall’"Artiglio" la nave della SO.RI.MA (Società Ricuperi Marittimi) di Genova che destò l'ammirazione di tutto il mondo per le imprese di ricupero nel Mediterraneo e nell'Atlantico nel periodo tra il 1920 e il 1940. Protagonisti di quelle straordinarie avventure sottomarine, furono i Palombari di Viareggio guidati da Alberto Gianni, formatisi alla Scuola Palombari di La Spezia e affiancati sull’Artiglio dall’equipaggio di Imperia. Le gesta compiute dai Palombari dell' Artiglio, i soli in grado di lavorare, alla fine degli anni '20, a profondita' di oltre 130 metri in pieno Oceano Atlantico, stupirono il mondo e oggi rappresentano un patrimonio storico e unico di ardimento, di genio e di lavoro.


SMIT International
di Rotterdam
Leader mondiale
nei recuperi e nelle maggiori operazioni marittime


Un po’ di storia:


- Nel 1842, alla non più giovane età di 65 anni, Fop Smit pensò di fornire alle navi in entrata nel porto di Rotterdam (Olanda) un transito sicuro e affidabile. Dall’ inizio con il “Kinderdijk” un vapore a ruote da 140 hp, la flotta SMIT crebbe e si aggiornò seguendo i progressi tecnici e le richieste dei clienti. Alla morte di Fop Smit nel 1866, la compagnia gestiva una flotta di sei rimorchiatori per una potenza totale di 500 hp.

- I figli di Fop, Jan and Leendert, continuarono ad accrescere la flotta e nel 1870 cominciarono a costruire rimorchiatori a elica.

- Nel 1892 la Compagnia L. Smit & Co. costruì un rimorchiatore oceanico da 750 hp, che compì il primo di numerosi viaggi rimorchiando una draga da Rotterdam a Cadice, Spagna.

- Nel 1923 la L. Smit & Co. si fuse con la “Internationale Sleepdienst” (rimorchiatori), dando origine alla “L. Smit & Co. Internationale Sleepdienst”, che cominciò ad operare in tutto il mondo, anche nel campo dei recuperi navali.

- Un notevole esempio del successo della SMIT in questo campo fu la rimozione di 41 relitti nel canale di Suez, nel 1957.

- La SMIT è stata attiva in seguito in moltissimi casi di recupero e rimozione di relitti, e continua ad offrire assistenza a navi in difficoltà. Dopo 165 anni, la SMIT è oggi una società che opera in campo internazionale, offrendo una varietà di servizi a spedizionieri marittimi, industrie del petrolio e gas liquido, società di assicurazione ed enti governativi.


Le esigenze di un mondo in rapida evoluzione ed una particolare attenzione alla protezione ambientale hanno spinto la SMIT ad offrire servizi speciali in quest’area. E’ stato così sviluppato, in collaborazione con il partner Norvegese Frank Mohn, il Pollutant Recovery System (PolRec), ovvero “sistema di recupero di contaminanti ambientali”. Il sistema PolRec permette alla SMIT Salvage di rimuovere petrolio o prodotti chimici da navi affondate ad una profondità tra 50 e 250 metri. Sviluppi futuri del sistema permetteranno di raggiungere i 2500 metri.


1

Risposta ad emergenze marittime;

2

Rimozione/recupero di relitti;

3

Servizi marittimi antiincendio;

4

Risposta ad emergenze marittime;

5

Recupero sottomarino di olio o cargo;

6

Servizi di esplorazione subacquea con sommozzatori;

7

Sorveglianza subacquea, video-ispezioni;

8

Consulenze di vario genere in campo marittimo.


Alcune delle operazioni di salvataggio/recupero portate a termine nel 2007:

MSC Napoli:


porta-container danneggiata durante una tempesta nel Canale della Manica il 18 Gennaio;

Nautilus:

draga rovesciatasi il 30 Novembre 2006 durante attività nel porto di Pointe-Noir, nella Repubblica del Congo;

Bitumen Glory:

intervento sulla nave (5000 T, costruita nel 1985) carica di 4300 tonnellate di bitume, in viaggio dalla Malaysia all’ India, ove si era verificato un incendio nel locale motori;

Gold River:

recupero della nave arenata al largo di Duala, Camerun.



IL RECUPERO DEL KURSK
28 Maggio-23 Ottobre 2001


Due esplosioni nella sezione di prua del sottomarino nucleare Russo “Kursk”, il 12 Agosto 2000, causarono la tragica perdita del battello e dei 118 uomini dell’equipaggio.

Il “Kursk” era affondato in 135 secondi e giaceva sul fondo del mare di Barents a 108 metri di profondità, a 90 miglia dal porto di Murmansk.

Il recupero venne eseguito da un team internazionale con capacità di sollevamento, palombaristica, recupero, ecc.

Il peso del sottomarino, quando fu preparato per il sollevamento dopo il taglio della sezione di prua, era di circa 9000 tonnellate.

Questo stabilì un record mondiale, in quanto era il più pesante relitto recuperato da quella profondità.



L’ARRIVO DEL KURSK A MURMANSK
23 Ottobre 2001


L’operazione venne eseguita dalla Mammoet-SMIT, una joint venture 50:50 tra le Società Mammoet e SMIT. La SMIT era responsabile di tutte le operazioni relative al recupero, inclusa la messa a punto di una chiatta gigante di 24.000 tonnellate - la piattaforma di sollevamento e trasporto.

La SMIT sviluppò anche una rivoluzionaria tecnologia per il taglio della sezione di prua del sottomarino, una parte cruciale dell’operazione, in quanto la prua era stata danneggiata dall’esplosione ed era instabile. Al Kursk vennero quindi attaccati cavi per sollevarlo al di sotto della chiatta, ed il complesso venne rimorchiato fino al bacino nel porto di Murmansk.




Un altro intervento di rilievo: il recupero della “Ehime Maru”




Il 9 Febbraio 2001, a 9 miglia a sud di Oahu (Hawaii), il sommegibile americano USS Greeneville, che stava dimostrando ad un gruppo di VIP (civili) una manovra di emersione di emergenza, squarciò la chiglia della Ehime Maru, un peschereccio-scuola giapponese di 740 tonnellate.




La nave affondò in 5 minuti. Nove persone perirono: due insegnanti, quattro studenti diciassettenni e tre membri dell’equipaggio. 26 persone vennero salvate.

Dopo l’incidente, la Marina Americana si impegnò a far recuperare i corpi delle persone imprigionate nel relitto alla profondità di 600 metri.

Le operazioni di recupero, affidate alla SMIT, richiesero la mobilitazione delle sue risorse su base globale. Dapprima la nave “Ocean Hercules” mediante robot controllati dalla superficie provvide alla rimozione di ostacoli ed alla messa in opera di una “culla” di sollevamento. Quindi, l’11 Ottobre 2001 la nave appoggio “Rockwater 2” agganciò e trasportò la Ehime Maru fino ad una profondità di 30 metri, dove intervennero i sub per il recupero dei corpi. Il costo totale dell’operazione fu di 40 milioni di dollari.


La “culla” applicata alla “Ehime Maru” per il sollevamento



Fondazione Artiglio Europa
Ufficio relazioni pubbliche e comunicazione
Tel 0584 962594 - cell. 348 3859089




"Salviamo la Torretta del Gianni"

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