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Piroscafo Santa Rita: un mistero risolto


IDENTIFICATO UN PIROSCAFO DEL 1908 AFFONDATO TRA L'ELBA E PIANOSA:
SI TRATTA DELLA S. RITA


L'Associazione no-profit Gravitazero.org - che ha come finalitÓ l'individuazione, lo studio, la ricerca scientifica e la valorizzazione di aerei, navi da guerra e mercantili, italiani e stranieri, affondati nel Mar Mediterraneo, ad esclusione di quelli d'interesse archeologico o rilevante valore storico posti sotto la tutela delle Sovrintendenze - ha identificato il relitto di un grosso mercantile affondato ad una profonditÓ di circa 80 m ad oltre sette miglia dalla costa, nel tratto di mare tra l'Isola d'Elba e Pianosa.

Per il riconoscimento e l'identificazione sono state necessarie diverse immersioni. Il relitto Ŕ, infatti, adagiato su un fondale fangoso, che rende facilmente l'acqua torbida ed Ŕ ricoperto completamente da ostriche, anemoni gioiello e spugne incrostanti che nascondono la maggior parte delle strutture della nave.

Contemporaneamente alle immersioni sono stata effettuate le ricerche storico documentali per individuare informazioni utili per l'inquadramento del periodo storico e della reale tipologia di nave. Ogni particolare che si poteva rivelare utile per il riconoscimento Ŕ stato fotografato e verificato con le informazioni storiche.

Il prezioso contributo proveniente dalle immagini ROV di Frank LECHNER e la grandissima esperienza in storia marittima e navale di Giorgio SPAZZAPAN, Presidente dell'Associazione Aldebaran di Trieste, ha permesso di confermare le ipotesi formulate. Si tratta della S. Rita, un grosso mercantile di 5162 tonnellate di stazza lorda, circa 116 m di lunghezza per 16 di larghezza, che ha cambiato spesso nome ed armatore. Varata nel 1908 dai Cantieri Navali Riuniti con il nome di Monginevro, nel 1911 passa alla SocietÓ Veneziana di Navigazione a Vapore che gli cambia il nome in Veniero; nel 1932 diventa Boheme per le Industrie Navali S.A. di Genova; successivamente viene ceduta alla Transmediterranea S.A. di Navigazione che gli cambia il nome in Panormus; nel 1939 viene rinominata ancora Veniero per diventare infine S. Rita di proprietÓ della Ruggero & Merega S.A. e Vittorio De Castro di Genova.

Mai requisita dalla Regia Marina durante i due conflitti mondiali, nÚ iscritta al ruolo del naviglio ausiliario dello Stato, ha tuttavia subito nel corso della II Guerra Mondiale diversi danni fino al 28 marzo del 1946 quando affonda a causa dell'urto con una mina. La nave, ad eccezione della prua mancante, si presenta ben conservata ed in perfetto assetto di navigazione.

Un ringraziamento particolare va a Patrizio Mazzarri del diving Onda Blu di Marina di Campo, che ha fornito un valido supporto logistico e un'adeguata assistenza durante l'immersione.

Gravitazero Ŕ costituita da un team di subacquei, costituito da geologi, biologi marini, informatici e appassionati di storia navale, provenienti dal Lazio e dalla Toscana, che seguono il sistema d'immersione DIR - Doing It Right, metodo sviluppato dai subacquei del WKPP (Woodville Karst Plain Project) nei sistemi carsici del nord della Florida ma ben applicabile anche all'immersione sui relitti.

Componenti del gruppo: Alberto Baldazzi, Roberto Contu, Enrico Corona, Davide De Benedictis, Renzo Gemignani, Claudio Provenzani, Elena Romano, Andrea Tarlati.

Roma, 7 ottobre 2004

per Gravitazero:
Elena Romano earth@gravitazero.org



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