Sulla cresta dell'onda

G

Nome di una bandiera della serie da segnali del Codice internazionale.

Alzata sola significa: Ho bisogno del pilota.


Gabbia

- Sulle galee e altre navi del periodo remico, quella specie di gerla o cofano, che esse portavano sotto al calcese dell'albero di maestra, per tenervi le vedette.

- Con l'adozione dell'attrezzatura a vele quadre, al principio la voce designò ciò che poi prese il nome di coffa (però con funzioni e posizione diverse), e poi divenne il nome della vela quadra immediatamente superiore alla coffa.


Galeotto

- Colui che vogava o serviva sulle galee o su altre navi.

- Forzato.

- Galeotto dapprima era il Buonavoglia. Il Boerio (1829) aggiunge che "ora dicesi galeotto anche al forzato". Alle femmine in cambio della gale(r)a si dava la frusta.


Gassa

v. Nodo a gassa


Gherlino

- Cavo torticco, commesso come le gòmene, cioè due volte, ma meno grosso di quelle. Si adopera per tonneggio, per rimorchiare, per ormeggio d'ancorotto. Anche Mingherlino.

- Gherlino a coda di topo: dicesi di gherlino terminato in punta, onde poter farlo passare facilmente per qualche buco senza che si disfaccia per lo sfregamento.


Ghia

Cavo inferito a uno o due bozzelli, che si adopera per manovre correnti dei pennoni e delle vele, o per sollevar pesi.


Ginocchio

La parte centrale e cilindrica del remo che si appoggia alla falchetta o entra nella scalmiera: è la parte che trasmette il movimento all'imbarcazione.


Gomena

Cavo torticcio di canapa, anticamente usato per l'ormeggio dell'ancora. La sua lunghezza era di 200 metri e la sua circonferenza di tante volte 4 cm, quanti metri misurava il baglio maestro, da un minimo di 20 fino a un massimo di 60 cm. E' il cavo di maggior grandezza usato in marina. Oggi le navi che ne sono dotate, l'usano per ormeggio poppiero e talvolta per rimorchio.


Gratile

Orlatura del fondo nella vela latina, distesa dal carro alla scotta. Dove s'incontra il reticolato dei ferzi.


Grippia

Cavo che si lega per un capo al diamante dell'ancora e per l'altro a un gavitello o galleggiante. Per l'eventualità di doversene servire per tirar su l'ancora, la grippia dovrebbe essere tanto robusta da poter reggere il peso di questa. Ma più comunemente si usa per indicare, mediante il gavitello, il punto del fondo del mare dove l'ancora si trova: per questo scopo non è necessario un cavo molto resistente. Occorre conoscere tale punto con esattezza, nell'eventualità che la catena si spezzi, come può accadere quando si ancora in acque profonde, ovvero con troppo abbrivio o per cattivo tempo, quando la nave è ancorata in rada battuta dalla traversia. Per tutte queste eventualità è opportuno "dar fondo con grippiale". Anche se la catena non si spezza, la grippia serve per rintracciare l'ancora, quando nel lasciare l'ancoraggio, si debba "filare per occhio". In tutti i casi suddetti, quando si deve tirar su l'ancora, non ci si serve della grippia, ma vi si lega un cavo più robusto per mezzo del palombaro, e successivamente vi si ammaniglia la catena. L'indicazione del punto dell'ancora serve anche per dar modo di regolare esattamente il proprio punto di fonda a una nave che l'ha preceduta, e quando la seconda debba porsi su di un rilevamento e a una distanza prestabilita dalla prima.


Grisella

Cavetto di canapa, di solito incatramato, fissato tra le sartie, che formano degli scalini, dei quali si servono i marinai per salire sugli alberi. Può anche essere metallica.


Guaina

Piega o striscia di rinforzo, nelle vele, nelle tende, nelle bandiere ecc.