Sulla cresta dell'onda

Così scriveva nel 1937 Giulio Bertoni, membro della Reale Accademia d'Italia sotto la presidenza di Guglielmo Marconi, al quale era stata affidata, con mandato governativo, la direzione della stesura di un Dizionario di Marina medievale e moderno. L'opera monumentale - p. XXXIII, 1366 e 58 tavole - non solo è probabilmente la più completa nel suo genere, ma è anche ricchissima nell'etimologia e veramente interessante nelle esaurienti descrizioni e definizioni. Noi ci limiteremo ai termini che ci sembrano particolarmente originali.

"La nostra lingua del mare è, fra le lingue tecniche, una delle più ricche di termini propri per l'introduzione di vocaboli desunti da molti e svariati rami del sapere (dalla matematica alla fisica, dall'astronomia all'idraulica, alla geografia, ecc.) e per il concorso di idiomi e dialetti diversi e lontani. La storia della Marina, della navigazione, dell'industria e dei commerci marittimi spiega, com'è naturale, questa molteplicità e varietà di vocaboli nostrani e stranieri. Essa ci dà conto del notevole numero di voci veneziane, genovesi, napoletane penetrate nel nostro vocabolario marinaresco. Prima dell'unità del Regno, le Marine sarda, napoletana e veneta avevano ognuna, si potrebbe dire, una terminologia diversa, i cui elementi vennero a confluire e a fondersi in una lingua comune quando i marinai d'Italia si trovarono uniti sotto una medesima bandiera. Allora il Ministro della Marina, ispirato dall'intento di raggiungere una certa omogeneità e unità nella nostra lingua del mare, decretò, nel 1862, che il dizionario del Parrilli, nella prima edizione del 1846-47, fosse da considerarsi vocabolario ufficiale. ... Durante i secoli XIII, XIV e XV, molti vocaboli veneziani e genovesi passarono nelle altre lingue ... La potenza marittima di Genova aperse il varco a parole genovesi in particolare nel provenzale e nel francese. ... Gli influssi e gli scambi furono alterni e reciproci. Nei secoli anteriori al 1000 è certo che i Veneziani attinsero largamente al greco per la loro lingua marinara e che, durante i secoli XV-XVII, lo spagnolo e il portoghese diedero molti termini ed espressioni all'Italia. Si introdussero in pari tempo voci orientali per via diretta e indiretta. Nel secolo XVIII ebbe prevalenza il francese. Per mezzo, appunto, del francese e anche dello spagnolo, penetrarono da noi parole marinare olandesi e inglesi. Altri vocaboli inglesi, infine, furono accolti nella seconda metà del secolo XIX e al principio di questo secolo. Tali vicende storico-linguistiche si trovano attestate da moltissimi termini del presente dizionario. Nel quale poi si riflettono anche, oltre le vicende storiche, le nuove applicazioni e i nuovi trovati delle scienze esatte e le continue scoperte in cui l'Italia è maestra."


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BIBLIOGRAFIA

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