Sulla cresta dell'onda

S

Nome di una bandiera nella serie da segnali del Codice internazionale, di forma rettangolare bianca, avente nel mezzo un piccolo rettangolo turchino coi lati paralleli agli orli.

Alzata sola significa: Le mie macchine vanno indietro a tutta forza.


Sagola

Una delle minutenze, con circonferenze da 2 a 3 ½ cm, a tre legnuoli di canapa, bianca o catramata, usata per scandagli, solcometri, griselle, attrezzatura di imbarcazioni ecc.

- Sagola dello scandaglio: quella legata per un'estremità al peso dello scandaglio comune e graduata per le varie profondità con pezzi di stamina colorata, con linguette di cuoio e con nodi fatti su pezzi di comando riportati nella sagola stessa. La graduazione incomincia generalmente da un punto situato tanti metri al di sopra del peso quanti corrispondono all'altezza della murata rispetto al galleggiamento nel posto dal quale per solito si getta in mare lo scandaglio. In tal modo, non appena il peso ha toccato il fondo, l'altezza di questo è data dalla graduazione che trovasi nella mano dello scandagliatore.


Salmastra

Le salmastre sono fatte come i morselli, ma invece di filacce s'impiegano fili di comando, in maggior numero, e la cui grossezza varia secondo la dimensione della salmastra. Serve per collegare il viratore con la catena dell'ancora e per altri lavori d'ormeggio.


Sartia

V. Sartie


Sassola

Specie di cucchiaio di legno per togliere l'acqua entrata accidentalmente in un'imbarcazione.

L'esemplare è stato ritrovato nel corredo della nave romana di Comacchio.


Sbirro

Anello di cavo o di canapa che si passa intorno a un cavo o a un'asta per incrociarvi un paranco. Con lunghi sbirri si fanno talune imbragature, applicandoli con nodo a bocca di lupo.


Scalmiera

Nelle imbarcazioni a remi è il punto di appoggio del ginocchio del remo durante la voga. Le scalmiere hanno, rispetto al sistema a scalmi, il vantaggio di rendere più facile e più rapido l'armare e disarmare i remi.


Scalmo

Nelle barche da pesca è una specie di caviglia, in legno o in ferro, che, per mezzo di uno stroppo, serve di sostegno e da punto di appoggio al remo durante la voga.


Scandaglio

- Apparecchio per misurare la profondità del mare, per riconoscere la natura del fondo, ecc.

- Il risultato dello scandagliare. Scandagliandosi in luoghi di marea, per poter confrontare la profondità misurata con quella data dalla carta nautica, bisogna conoscere gli elementi della marea per il luogo dove trovasi la nave, giacché le profondità segnate sulla carta nautica sono relative al livello di riferimento degli scandagli, e cioè a quello di speciali basse maree, mentre lo scandaglio eseguito in un istante qualsiasi rivela una profondità che è quella a bassa marea, aumentata della differenza tra il livello di riferimento e quello attuale del mare.

Una trattazione sugli scandagli usati dai tempi primitivi a un'epoca relativamente moderna si trova nel saggio di Timoteo Bertelli: Intorno allo scandaglio marittimo (Rivista Marittima, febbrario-marzo 1897).

- Scandaglio acustico: denominazione generica degli scandagli ad eco. Appartengono a questa categoria anche le "Bombette per scandagliare", giacché per l'uso di esse è necessario l'organo dell'udito; ma questo interviene soltanto per determinare l'istante in cui la bombetta, di cui è nota la velocità di discesa, tocca il fondo ed esplode, e non per misurare lo spazio di andata e ritorno percorso da un rumore e dalla sua eco. V. idrofono.


Scassa

Alloggio dove si incastra il piede dell'albero di un'imbarcazione.


Scotta

Manovra corrente che serve per bordare una vela, ossia per spiegarla e distenderne la tela al vento, tirando la bugna cui è fissata, verso il basso e verso poppa. Le scotte sono di cavo robusto affinché possano resistere bene allo sforzo al quale sono sottoposte nel tenere tesate le vele. Alcune sono fatte di catenella di ferro.


Segnalatori subacquei

Sono basati sull'emissione, più o meno lunga a seconda dei segni dell'alfabeto Morse, fatta per mezzo di un disco metallico, o da un gruppo di essi, sistemati a contatto dell'acqua e posti in vibrazione con dispositivi elettrodinamici o elettromagnetici azionati da un tasto manipolatore. Le onde sonore propagandosi in acqua e giungendo al disco, o al gruppo, di eguale apparecchio della nave ricevente, lo fanno entrare in vibrazione, generando in analoghi dispositivi elettrodinamici ed elettromagnetici delle correnti elettriche, che, amplificate da valvole termojoniche, azionano la cuffia telefonica di chi riceve, riproducendo i segnali Morse trasmessi.


Sentina

- La parte più bassa della stiva, dove si raccolgono gli eventuali rifiuti liquidi, (acqua proveniente da lavaggi, condensazioni, infiltrazioni, spurghi di macchinari, ecc.). Le varie parti della sentina sono generalmente coperte con pagliuoli.

- Cassettone fatto di tavole, a guisa di una canna da pozzo, per escludere i copri estranei dannosi alle trombe , che, partendo dal fondo della stiva, s'innalza fin sotto i bagli del primo ponte e che fa l'ufficio di rinchiudere le canne delle trombe; esso è forato all'interno sul fondo di stiva per far sì che l'acqua quivi penetrata vi si raccolga. Fatto intorno al piede dell'albero di maestra e, nelle navi da guerra, anche intorno a quello di mezzana.


Sentinella sottomarina

Apparecchio che serve ad avvertire il navigante quando passa su un fondale di profondità determinata. Consiste in un pezzo di legno a squadro, detto Aquilone, che viene rimorchiato dalla nave mediante un cavo di acciaio, avvolto su di un molinello con l'estremità a patta d'oca. Quando l'aquilone tocca il fondo con un braccio da esso sporgente in basso, la branca prodiera della patta d'oca viene sganciata automaticamente mercé il funzionamento di un sistema di leve. L'aquilone viene a galla capovolto, e, al cessare della tensione del cavo, un congegno di scatto fa funzionare una suoneria di allarme che fa parte dell'apparecchio. L'apparecchio è fornito di una tabella che dà, in funzione della profondità alla quale si vuol far navigare l'aquilone, la quantità di cavo d'acciaio da filare. La profondità massima a cui si può regolare è di 70 m., filando in mare 275 m di cavo. L'apparecchio si fila in mare con nave in moto adagio e poi si aumenta gradatamente la velocità, per evitare che il cavo si spezzi. Per salpare il cavo e l'aquilone, l'apparecchio è fornito di manovelle.


Sferzina

- "Corda marinaresca di sforzo grandissimo rispetto alla sua dimensione. Suole avere la circonferenza di sette centimetri: usa canape sceltissime di primo tiglio, e così ben torta, che non si piega altrimenti che a larghi colli. Serve a tirare lo strascico del gran sacco di rete dietro alle paranze; ed ai più ardui lavori di tonnellaggio e rimburchio" (Guglielmotti).

- Corda attaccata alla rete delle bilancelle (D'Alberti, 1805; Tommaseo e Bellini,; Petrocchi)

- Viareggino: spilorcia


Solcometro

Apparecchio per misurare la velocità della nave. Ce ne sono di vari tipi:

- Solcometro a barchetta

- Solcometro contatore

- Solcometro a elica rimorchiata

- Solcometro a pressione idraulica


Straglio

Ciascuno dei cavi, generalmente metallici, che, con direzione obliqua dall'alto verso il basso, sostengono gli alberi delle navi dalla parte di prora. Ogni straglio prende il nome dall'albero o dal tronco di albero che sostiene.


Stramba

Corda fatta di fibre intrecciate, non ritorte, di ginestre, canna o paglia.

(dal lat. strambus, dal greco , nel significato primitivo di "torto, ritorto").
Cfr. strambo "storto, di gamba o di persona").


Stroppo

Cerchio di corda fasciata o di ferro, che a una estremità forma un piccolo anello per la sospensione della cassetta del bozzello.

Stroppo ad occhio a molinello con gancio doppio.

Stroppo ad occhio a molinello con maniglia.

Stroppo a forcella articolata con gambo tondo a vite per testa delle grue delle lance.

Stroppo ad occhio lungo per bigotta delle sartie di gabbia.

Stroppo ad occhio a molinello con gambo corto a vite fermato ad un cerchio, per guida di bracci.


Struzza

Antenna che, imboccata da una parte nell'angolo superiore ed esterno della tarchia, e dall'altra in un paranchino fissato all'albero, fa la figura diagonale a tale vela e serve a distenderla, perché possa prendere vento.