Sulla cresta dell'onda

San Vito Lo Capo (TP): Tonnara del Secco

Da www.prolocovalderice.it:
"A levante del paese, passata la punta di Solanto, si apre il Golfo del Secco, uno dei posti più belli di questo territorio. Un nobile e antico, e purtroppo cadente, edificio sta a ricordare che qui esisteva - “viveva” vorremmo dire - una delle più belle tonnare dell’isola, la Tonnara del Secco o del Sevo secondo gli antichi registri."

"Le sue reti venivano calate a pochi metri dalla riva, eppure l’impianto di pesca al tonno era tra i più famosi: catturava i grossi pesci pelagici che in primavera percorrevano le acque del golfo di Castellammare nella loro corsa per la riproduzione. I tonni venivano da levante, costeggiavano le rocce dello Zingaro, passavano sotto la Torre ‘Mpisu, si gettavano sui banchi di sgombri di cui era ricco il golfo del Secco, poi seguivano la costa verso ponente, e finivano fra le reti preparate per loro.
Chi ha avuto la fortuna di assistere alle mattanze di San Vito ricorda che i “padroni” (le famiglie Plaia e Foderà di Castellammare del Golfo) se ne stavano con i loro ospiti comodamente seduti sul terrazzo del “Palazzotto” mentre pochi metri più in là la “ciurma” faceva mattanza. I cavi della “camera della morte” venivano attaccati addirittura alle rocce della costa.
Le reti ormai non vengono calate più dal 1969, quando un Rais inesperto volle cambiare la zona di pesca e le portò sui fondali sabbiosi davanti alla spiaggia. Quell’anno non fu catturato nemmeno un pesce, ma ancora oggi in primavera e all’inizio dell’estate è facile vedere i tonni nuotare allegramente a fior d’acqua nel golfo del Secco, segno che quei grossi pesci - una volta ricchezza per intere popolazioni - non hanno disertato del tutto questi mari."

L'ingresso alla tonnara sullo sfondo della ciminiera dell'impianto

"Pochi forse sanno che le tonnare di San Vito e di Cofano hanno una storia ben più remota di quella “ufficiale”, che risale a non più di sei - settecento anni addietro: a pochi metri dall’edificio della tonnara del Sevo e ad un tiro di schioppo dalla torre di Cofano che nel 1700 proteggeva i pescatori dai corsari, si possono ancora oggi ammirare i resti di antichissimi impianti di lavorazione del pesce, che risalgono addirittura al IV secolo prima di Cristo. Se qui si lavorava il pesce - anche tonni - certamente questo era il luogo in cui lo stesso pesce veniva catturato."

La torre 'Mpisu, in posizione isolata, è situata sul pendio scosceso, a mezza costa sul versante nord-ovest . La sua struttura è del tipo definito "camillianeo". Ha pianta quadrata con scarpa accentuata che misura all'esterno oltre nove metri e all'interno quasi sei. Attraverso una scala esterna in muratura, di epoca successiva, si accede alla terrazza di copertura. Per la sua posizione elevata doveva essere in comunicazione con le torri di Bonagia e di monte S. Giuliano e probabilmente con la torre di Isulidda, sul golfo di Cofano. In stato di abbandono per lungo tempo, è stata di recente restaurata.