Sulla cresta dell'onda

Il vocabolo "toponomastica" di per sé ha origini antiche, greche per l'esattezza; deriva, infatti, da topos "luogo" e onoma "nome". E greca è l'origine di molti toponimi italiani, che affondano le proprie radici addirittura nella mitologia.

Altri sono connessi con le dominazioni dei conquistatori che si sono succeduti nella Penisola, dai Fenici agli Arabi agli Aragonesi ai Normanni.

Altri ancora discendono da remote origini indoeuropee, peraltro comuni a tutte le lingue occidentali; molti toponimi, infine, si ricollegano alla geomorfologia o alle caratteristiche climatiche locali.

Per illustrare le località abbiamo scelto documenti antichi, manoscritti e a stampa, che attestano le modificazioni ambientali intercorse nel tempo.

Svariate antiche rappresentazioni di città costiere italiane compaiono in Vedute di costa del Mediterraneo nella cartografia europea 1500-1900, di Paola Presciuttini, pubblicato da Priuli & Verlucca Editori, Pavone Canavese 2004, 179 p., 318 ill.

Più specificamente dedicato alla toponomastica costiera è, della stessa autrice, Toponimi costieri nella cartografia dell'Istituto Idrografico della Marina, Grafiche Amadeo, Imperia-Chiusanico, 2008, p. 397, ill.

Oceano

Oceano, figlio di Urano, era il maggiore dei Titani ed era il padre di tutti i fiumi, oltre tremila, generati da Teti, che rappresentava la potenza feconda del mare. Da lei egli ebbe altrettante figlie, le Oceanine, a loro volta genitrici di ruscelli e sorgenti.

Ma era anche la personificazione delle acque che, nelle concezioni geografiche primitive, circondavano l'Ecumene, ossia le terre note e abitate.

La Terra era, infatti, considerata come un disco piatto, attorniato dal fiume Oceano che segnava i confini del mondo conosciuto. Con il progredire della conoscenza geografica, il nome di Oceano fu assegnato all'Atlantico, ossia il limite occidentale del mondo antico (cfr. "Colonne d'Ercole" in Mitologia).

Il dio Oceano, attorniato da varia fauna ittica, in un mosaico a Sussa (Tunisia), Museo archeologico.
(Donati e Pasini, 1997).

Ostuni

Cittadina in provincia di Brindisi, arroccata su tre colline, di cui la più elevata ospita il centro medievale. E' possibile che sorga nel sito dell'antica Sturni, citata da Plinio.

Il nucleo attuale era sede vescovile nel X secolo e fu poi occupato dai Normanni. In documenti medievali è citato come Hostunium e Astunium, che suggerisce un'ipotetica derivazione da un greco astu neon nel senso di "città nuova".

Veduta della città ripresa dal mare, in un disegno con inchiostro bistro, che evidenzia il vescovado, il castello, alcune chiese e la cinta muraria.
Presso l'Archivio Agostiniano a Roma.

Otranto

Fu fondata dai Greci e poi divenne un caposaldo romano, all'estremità della via Traiana. Nel Medioevo fu un importante centro bizantino e poi il capoluogo della provincia nota come Terra d'Otranto. Negli autori greci il luogo è chiamato Ydrous e Hydruntum in latino, da collegare al fiume Idro (dal greco udros "fonte d'acqua".

Otranto: in primo piano il semaforo, in vetta il semaforo, in distanza le torri di Cucurizzo e dell'Orto, in Das Adriatische Meer, ved. 4, Reichs-Marine-Amt, Berlino, 1910 (Genova, I.I.M.)

Pantelleria

L'isola fu conquistata dagli Arabi all'inizio del secolo VIII. Anticamente era denominata Cossyra e come tale figura nei testi arabi medievali.

Il nome attuale è di origine alquanto incerta: è stato messo in relazione con il basso latino Pontalaria, cioè "tettoia", come pure da un termine Panthalassia, composto da Pan, "tutto", e Thalassia, "marina", che ben si addice all'isola.

W. H. Smyth, Pantelleria, 1823, Incisione di J. Walker, mm 460 x 605 (impronta del rame), scala grafica in iarde, [ca 1:30.000] (Genova, I.I.M.)

Paola

Situata su un terrazzamento occidentale della Catena Paolana, la cittadina ha origini oscure non definite cronologicamente. Il nome è probabilmente connesso con il latino pabula, "pascolo".

Paola, dal vol. IV di Costa da Torre Canneto / al Capo delle Armi, Isole Gaetane e Partenopee / Studi per la compilazione del Portolano / per Torpediniere. In basso a destra Torpediniera " 72 S" / comandante / Alfredo Lucifero / Tenente di Vascello (1893) (Genova, I.I.M.)

Ponza

Fu probabilmente occupata dai Fenici, come punto strategico verso la costa prospiciente; poi subentrarono i Greci, che le dettero il nome P o n t i a, connesso con la sua posizione avanzata nel mare, divenuto in latino Pontia e in arabo Bunsah. Sappiamo da Livio che prima dell'insediamento di una colonia romana, era occupata dai Volsci; fu fedele alleata di Roma, alla quale fornì aiuti militari ed economici in occasione delle guerre puniche.

Conserva testimonianze monumentali imponenti che attestano il favore di cui godette presso gli Imperatori, tra le quali un acquedotto di filtrazione, strade sotterranee, serbatoi d'acqua piovana, ville sepolcri … Vi furono esiliati membri delle diverse case imperiali, vi morì Nerone e vi furono martirizzati molti cristiani.

Cadde sotto il dominio dei Bizantini, fu saccheggiata dai Musulmani e tuttavia i Benedettini vi eressero un convento, e fu poi occupata dagli Aragonesi. Sul finire del Quattrocento fu assegnata a un gruppo di commercianti napoletani che crearono empori mercantili ma, devastata dalle frequenti incursioni dei pirati levantini, alla metà del secolo successivo era ormai abbandonata. Fu ripopolata dai Borboni, che inviarono coloni, religiosi e galeotti. Fu annessa al Regno di Napoli ma fu poi occupata dagli Inglesi durante le guerre napoleoniche, per tornare ai Borboni dopo la Restaurazione.

L'isola in un acquerello dal vol. IV di Costa da Torre Canneto / al Capo delle Armi, Isole Gaetane e Partenopee / Studi per la compilazione del Portolano / per Torpediniere … comandante / Alfredo Lucifero / Tenente di Vascello, 1893.

Portoferraio

Il capoluogo dell'Isola d'Elba è cinto da imponenti fortificazioni cinquecentesche, opera di Giovan Battista Bellucci, e fu anche chiamato Cosmopoli, in onore di Cosimo I, duca di Firenze. Il nome è composto da porto e da un derivato di ferro, perché da esso si trasportava il ferro di cui l'Isola è ricca.

Portoferraio, 7 giugno 1887, (particolare), in un disegno di 200 cm, con il centro abitato fortificato sul promontorio. Disegno attribuibile ad Alberto Porro. (Genova, I.I.M.)

Portovenerea/a>

Il borgo di Portovenere compare nella Geographia di Tolomeo (II sec. d. C.) come Portus Veneris, ad indicare un antico culto di Venere. Dopo di lui il cartografo genovese Francesco Maria Accinelli ne assegna l'attribuzione al console romano Lucio Porcio (VI sec a. C.), che vi stabilì un tempio dedicato alla Dea.

La bella cittadina ligure in un'incisione da La Terra / trattato popolare / di / geografia universale ..., di G. Marinelli e altri, vol. IV, Milano, Vallardi, 1894

Salerno

La città sorge in un sito di antichi insediamenti, nella fertile piana alle falde di retrostanti colline, nell'angolo settentrionale del golfo anticamente noto come Sinus Paestanus, quando Paestum godeva di grande rilevanza.

Il toponimo potrebbe derivare da salum 'mare' e dal nome del fiume Irno, ed è citato fin dal II secolo a. C., quando i Romani vi creano una colonia per contrastare i Picentini, fino ad acquistare rilevanza propria e dare il proprio nome al golfo.

Salerno dal fondo Rocca presso la Biblioteca Angelica di Roma: disegno a penna con inchiostro marrone e acquerello, molto accurato e realistico, con fitta legenda.

Sanremo

Il nome della nota città ligure si trova a volte scritto anche in due parole, San Remo, con errore evidente giacché non esiste un santo di nome Remo. In effetti il luogo era chiamato in origine San Romolo, perché sulle alture si trovava l'eremo in cui si era ritirato Romolo, vescovo di Genova, e la ecclesia Sancti Romuli è citata come possedimento della Chiesa già nel X secolo. La dizione originale compare, per esempio, sulla Carta Pisana (Biblioteca Nazionale di Francia), ossia la più antica carta nautica in nostro possesso, e sul Compasso da navegare (Biblioteca Nazionale di Berlino, Codice Hamilton 396), ossia il più antico portolano noto in vernacolo. La carta, anonima e non datata, viene assegnata dal medievalista B. R. Motzo alla metà del XIII secolo sulla scorta delle somiglianze con il Compasso che, all'analisi filologica dei nomi di luogo in esso citati, egli attribuisce appunto a quello stesso periodo. Poiché sulle carte più tarde il luogo compare come Sanremo, è probabile che nel tempo sia stato registrato nella forma che il nome originario 'San Romolo' assume seguendo la pronuncia locale Sanrömu.

Sanremo, (particolare), 26 maggio 1887. Matita su cartoncino di 120x13 cm (Genova, I.I.M.)

Santa Margherita

In epoca altomedievale il nome era ricorrente nella Liguria di Levante: designava diverse chiese delle cittadine circostanti, mentre a Sestri Levante esisteva un planum Sancte Margarite.

L'odierno centro si articolava attorno alla collegiata di S. Margherita, ma si chiamava Piscina o Pescino, con evidente riferimento all'economia peschereccia locale. In epoca tarda il nome divenne Santa Margherita di Pescino.

Santa Margherita, in un'incisione da La Terra / trattato popolare / di / geografia universale ..., di G. Marinelli e altri, vol. IV, Milano, Vallardi, 1894

Savona

La città ha origini preromane, come attesta la descrizione di Livio della seconda guerra punica, dove si cita un Savone Oppido Alpino, "capoluogo" del popolo ligure dei Sabates. In epoca romana il toponimo non viene più menzionato: Pomponio Mela, nel suo elenco di città liguri, cita una Sabatia che si deve intendere come Vada Sabatia, città nascente sul mare, oggi Vado Ligure. Solo nel X secolo compare un castellum saunense che, dopo il XII secolo, viene denominato civitas Sagona o Saona.

Savona, in un'incisione da La Terra / trattato popolare / di / geografia universale ..., di G. Marinelli e altri, vol. IV, Milano, Vallardi, 1894

Sciacca

La cittadina siciliana, a circa 50 km a NO da Agrigento, nota fin dall'antichità per le acque termali delle sue grotte, fu chiamata dai Romani Thermae Selinuntinae, perché gli abitanti della vicina Selinunte vi avevano eretto un fortilizio. Negli antichi Itineraria compare come Ad Aquas che, con la dominazione araba, diventa Ash-shaqqah.

Sciacca in una veduta di costa dal Portolano / del / Mediterraneo / Sicilia ed Isole Maltesi, Genova, Istituto Idrografico della Marina, 1950

Scilla

La cittadina in provincia di Reggio Calabria, l'antica S k u l l h, è il primo centro della provincia per la pesca del pesce spada, e un rinomato centro balneare. Sorge su un promontorio della costa calabrese all'ingresso dello stretto di Messina, e si compone di tre nuclei - uno sull'altopiano costiero, uno a ovest del promontorio e uno a Est - ciascuno con una propria tradizionale connotazione economica; all'apice del promontorio, la rupe leggendaria, sormontata dal castello.

La sua rilevanza in epoca rinascimentale è attestata dalle opere d'arte delle sue chiese cinquecentesche e secentesche, ma fu distrutta più volte dai terremoti tra la fine del Settecento e il 1908.

Il porticciolo di Scilla, sul versante occidentale del promontorio. L'acquerello, come il successivo, fa parte del vol. IV di Costa da Torre Canneto / al Capo delle Armi, Isole Gaetane e Partenopee / Studi per la compilazione del Portolano / per Torpediniere ... comandante / Alfredo Lucifero / Tenente di Vascello (Genova, I.I.M.)
Il borgo peschereccio della Chianalea, sul versante orientale.
Scilla, il borgo di Chianalea, in un'incisione da La Terra / trattato popolare / di / geografia universale ..., di G. Marinelli e altri, vol. IV, Milano, Vallardi, 1894

Siracusa

Il nome risale al greco S u r a k o u sa i e al latino Syracusae, che hanno termini corrispondenti presso autori arabi. Tutti deriverebbero, con riferimento alla locale palude salmastra, da una radice indoeuropea sur - composta con aku "acqua" - che ha generato le voci "salato, amaro", anche in lingue lontane da quelle mediterranee, per esempio sauer in tedesco o sour in inglese.

Siracusa dal fondo Rocca presso l'Archivio Agostiniano: veduta a volo d'uccello della città ripresa da est, in un disegno a penna con inchiostro marrone e acquerello.
Il lungomare di Siracusa, in un'incisione da La Terra / trattato popolare / di / geografia universale ..., di G. Marinelli e altri, vol. IV, Milano, Vallardi, 1894

Sorrento

Già al tempo di Roma imperiale la pittoresca città, adagiata su una terrazza a picco sul mare, era luogo di villeggiatura degli abbienti. Il sito, abitato fin dalla preistoria, fu probabilmente conquistato dai Greci Teleboi, che già avevano occupato Capri, e poi cadde in possesso dei Siracusani e dei Sanniti, fino all'occupazione da parte dei Romani, sul finire della Repubblica.

Il nome Surrentum, ben documentato negli autori classici, discende dal greco S u r r e n t o n, probabilmente derivato da s u r r e w 'scorrere insieme', con riferimento ai corsi d'acqua che scendono dai monti.

Sorrento nel XVI secolo, dal fondo Rocca presso la Biblioteca Angelica di Roma: disegno a penna con inchiostro marrone; la veduta a volo d'uccello radente mette in particolare evidenza gli orti e le diverse coltivazioni.
Marina Piccola di Sorrento dal vol. IV di Costa da Torre Canneto / al Capo delle Armi, Isole Gaetane e Partenopee / Studi per la compilazione del Portolano / per Torpediniere. In basso a destra Torpediniera " 72 S" / comandante / Alfredo Lucifero / Tenente di Vascello (1893)
Sorrento, in un'incisione da La Terra / trattato popolare / di / geografia universale ..., di G. Marinelli e altri, vol. IV, Milano, Vallardi, 1894
La Marina Piccola di Sorrento. Olio di Jacob Phillip Hackert presso la Reggia di Caserta (dal saggio critico di Paolo Bembo), Rivista Marittima, marzo 2002.

Sperlonga

Paese peschereccio e oggi rinomato centro balneare, si compone di un'area residenziale moderna lungo il litorale, e di un borgo medievale a 65 metri, arroccato su uno sperone di roccia a picco sul mare, in origine difeso da un sistema di torri d'avvistamento in caso di incursioni saracene.

Attestato come Spelunca in documenti del secolo XI, deve il suo nome - come anche Spilinga in provincia di Catanzaro - alle tante caverne situate lungo la costa, una delle quali ospitava la villa di Tiberio.

Sperlonga in un acquerello del 1893, da Costa da Torre Canneto / al Capo delle Armi, Isole Gaetane e Partenopee / Studi per la compilazione del Portolano / per Torpediniere ... comandante / Alfredo Lucifero / Tenente di Vascello, 1893.

Taranto

Secondo alcuni, il nome della città deriva dal vicino fiume Taro. Secondo altri, la voce è di origine indoeuropea, da confrontare con il sanscrito taranta-h "mare", da cui il greco talatta.

Taranto, 11 giugno 1889 (particolare), pastello su preparazione a matita, cm 360x13. Disegno attribuibile ad Alberto Porro. (Genova, I.I.M.)
Taranto, in un'incisione da La Terra / trattato popolare / di / geografia universale ..., di G. Marinelli e altri, vol. IV, Milano, Vallardi, 1894

Terracina

L'origine della cittadina non è documentata: chi ne attribuisce la fondazione agli Osci, chi ai Siculi, chi ai Pelasgi. Anticamente era tuttavia chiamata Anxur, nome di un dio greco, figlio di Zeus, ed è verosimile un' origine ellenica, poiché è presumibile che agli Spartani si debba il tempio di Feronia.

La dominazione greca non fu probabilmente di lunga durata, perché gli Spartani si spostarono sul monte Soratte dove eressero un secondo tempio a Feronia.

La cittadina passò poi sotto il dominio dei Romani, e assunse il nome attuale, che pare tuttavia derivare anch'esso da un vocabolo greco con il significato di scosceso.

Il nucleo urbano si trovava, infatti, sul colle, in posizione strategica, difeso da mura, mentre il mare occupava l'area dell'attuale città bassa. Fattorie sparse, come attesta Plinio, esistevano numerose nella circostante fertile pianura, e la città doveva essere prospera e potente, tanto da arrivare a dominare le città adiacenti e dotarsi di un porto.

Terracina dall' Album dei Porti del Regno, Firenze, Istituto Geografico Militare, 1890-1893. Comprende una Carta / dei / porti marittimi / del / Regno d'Italia / classificati secondo la legge 16 luglio 1884, in due fogli di cm 71x49, 1:1 350 000, e 47 tavole variamente datate, prevalentemente in scala 1:5000.

Tevere

Precedentemente detto Albula, i Romani lo chiamarono Tiberis, posto sotto la protezione del dio Tiberinus, da interpretare come un'astrazione poetica del fiume stesso. Nella leggenda romana, tuttavia, Tiberinus è il nome di due diversi personaggi: uno era un re di Alba, decimo discendente di Enea, morto in guerra vicino al fiume, cui fu dato il suo nome. L'altro era invece un dio, figlio di Giano e della ninfa Camasene, che annegò nel fiume, da cui il nome.

La foce del Tevere dall' Album dei Porti del Regno, Firenze, Istituto Geografico Militare, 1890-1893. Comprende una Carta / dei / porti marittimi / del / Regno d'Italia / classificati secondo la legge 16 luglio 1884, in due fogli di cm 71x49, 1:1 350 000, e 47 tavole variamente datate, prevalentemente in scala 1:5000.

Trani

Secondo la leggenda, la città sarebbe stata fondata da Tirreno, figlio di Diomede, con il nome di Turenum o Tirenum, e come tale figura nella Tabula Peutingeriana.

Il nome attuale potrebbe quindi essere una contrazione dell'antica denominazione, oppure potrebbe derivare, per riduzione, da Traiano, nome forse assegnato alla località in onore dell'Imperatore.

Veduta a volo d'uccello della città ripresa da nord nel XVI secolo, in un disegno a penna con inchiostro marrone, nitido e dettagliato, corredato di legenda. Dal fondo Rocca presso la Biblioteca Angelica.

Tremiti, isole

Sono tre isole calcaree circondate da alcuni scogli, al largo del Gargano: San Nicola, San Domino e Caprara (o Capraia). Dagli Antichi erano dette Diomedae, dal nome dell’eroe greco Diomede, compagno di Ulisse e presunto fondatore di molti luoghi dell’Italia meridionale, che secondo la leggenda lì fu sepolto. I suoi compagni, invece, furono tramutati in uccelli da Venere, mansueti quando incontrano Greci e invece feroci verso ogni altro essere umano: le Diomedee sono uccelli della famiglia delle Procellarie.

Il nome Tremiti può derivare dall’antico Trimerus che, nella Tabula Peutingeriana, viene assegnato alla più piccola delle tre, con il possibile significato di "tre parti", mentre le altre sono Tauris e Teutra. Oppure potrebbe dipendere dal latino termes, -itis, "ulivo".

L'isola di S. Nicola nelle Tremiti dall’album intitolato Degli innumerevoli disegni / in vario stile disegnati / dal Cav. Alberto Porro ... [Genova, 1892]

Trieste

La città è situata nell'estremo nord-est italiano, vicino al confine con la Slovenia, nella parte più settentrionale dell'Alto Adriatico e si affaccia sull'omonimo golfo.

Sin dal II millennio a.C. il territorio fu sede di importanti insediamenti protostorici - i castellieri - villaggi arroccati sulle alture e protetti da fortificazioni in pietra, i cui abitanti, fra il X e il IX secolo a.C., entrarono in contatto con un'altra etnia indoeuropea, i Venetici (Heneti o Eneti), da cui vennero notevolmente influenzati sotto il profilo culturale.

Dal 1382 la città si pose sotto la protezione della Casa d’Austria, rimanendone urbs fidelissima sino al 1918.

Il nome Tergestum è di origine preromana, con base preindoeuropea terg = mercato, ed il suffisso -este, tipico dei toponimi venetici.

Giuppe Pollencig, Veduta Meridionale della Città e portofranco di Trieste, 1801 Acquaforte su carta, 915x628 mm (Civici Musei di Storia e Arte, II/450)
Anonimo, Pianta della Cesarea Città e porto di Trieste, Disegno a penna con coloriture ad acquerello su carta, 500 x 333 mm.
IL NUOVO PORTO A TRIESTE COSTRUITO DALLA SOCIETA’ “K.K. PRIV. SUDBAHN” SOTTO LA DIREZIONE DELL’ISPETTORE SUPERIORE FRIEDRICH BOMCHES / Stato dei lavori nell’ottobre 1883 e disegno dei dettagli di costruzione

Testi e immagini cortesemente inviati da Francesco Querinuzzi, f.querinuzzi@libero.it, febbraio 2011

Venezia

A seguito delle invasioni barbariche tra il V e il VII secolo nell'odierno Veneto, le popolazioni locali cercarono rifugio nelle isole della laguna, sovrapponendosi a insediamenti precedenti.

Si venne così a creare un ducato bizantino che perdurò fino al sec. VIII, quando le isole si costituirono in città autonoma dal governo di Bisanzio, con il nome di Civitas Veneciarum. Sia il nome della città, sia quello delle regione - i cui abitanti erano chiamati dai Bizantini Venetici (b e n e t i k o i) - deriva dai Veneti di origine preromana.

Documentazione cartografica di vario tipo si trova frequentemente in opere di fede propriamente dette e in resoconti di viaggi, spesso a sfondo didascalico.
Ce ne offre un esempio il canonico tedesco Bernardus de Breydenbach che nel 1490 pubblicò a Magonza il resoconto di un suo viaggio in Terra Santa, il cui titolo completo è Sanctarum peregrinationum in Montem Syon ad venerandum Christi sepulchrum in Jerusalem atque in montem Synai ad divam virginem et martyrem Katherinam opusculum, che fu ristampato più volte in svariate lingue.
L'opera era intesa come guida per il pellegrino e quindi è ricca di consigli pratici di ogni genere - sanitario, igienico, commerciale - che ne giustifica la grande diffusione.
Essa include una xilografia di Venezia - spettacolare per dimensioni e policroma, secondo la tradizione nordica - dell'incisore Erhard Reuwich di Utrecht, che accompagnava il Breydenbach allo scopo di documentare il viaggio con immagini prese dal vero, su cui compare Venezia, dove i due sostarono nel 1483. Mentre i colli retrostanti sono opera di fantasia, la città è ripresa realisticamente nei suoi edifici - dalla Dogana alla Riva degli Schiavoni con il Palazzo Ducale e il Campanile - e nella rappresentazione di attività quotidiane. (Venezia, Biblioteca Marciana, inc. 391)
Venezia, San Giorgio, in un'incisione da La Terra / trattato popolare / di / geografia universale ..., di G. Marinelli e altri, vol. IV, Milano, Vallardi, 1894

Ventotene

Insieme con Santo Stefano fa parte del gruppo meridionale delle Isole Pontine, al largo del golfo di Gaeta. Lo scoglio della Botte le separa dal gruppo settentrionale, di cui fanno parte Ponza, Gavi, Palmarola e Zannone oltre a numerosi scogli.

In provincia di Latina, la città di Ventotene è l'unico centro abitato dell'isola omonima, sede di una colonia di confino politico tra il 1926 e il 1943.

In età romana l'isola probabilmente ospitava una villa imperiale. Fu poi devastata dai Saraceni e rimase per secoli disabitata, finché Ferdinando I non la ripopolò con contadini e pescatori provenienti dall'isola d'Ischia.

Anticamente si chiamava Pandateria, che potrebbe derivare dal latino pandus, cioè curvo o concavo. Il nome attuale potrebbe invece essere messo in relazione al vento, come indica anche il nome del Capo Eolo, con evidente riferimento al dio dei venti.

Pastello su preparazione a matita, disegnato il 4 agosto 1888, tra le 6 e le 9 del mattino, su cartoncino di cm 80x13, attribuibile ad Alberto Porro (Genova, Istituto Idrografico della Marina).
Ventotene in un acquerello del 1893, da Costa da Torre Canneto / al Capo delle Armi, Isole Gaetane e Partenopee / Studi per la compilazione del Portolano / per Torpediniere ... comandante / Alfredo Lucifero / Tenente di Vascello, 1893.

Vico Equense

Il noto centro balneare sulla costa sorrentina, adagiato in posizione panoramica su un promontorio tufaceo a strapiombo sul mare, sorge sull'antica Aequana distrutta dai Goti, poi rifondato dagli Angioini nel XIII secolo.

Il nome Vico è riconducibile a "vicus" nel senso di borgo, mentre l'appellativo deriva dal precedente antico insediamento.

Vico Equense nel XVI secolo, dal fondo Rocca presso l'Archivio Agostiniano: disegno a penna con inchiostro nero.

Vieste

Fiorente centro peschereccio del Gargano in provincia di Foggia, oggi è un'accorsata meta balneare, con un nucleo medievale sul fianco di un promontorio roccioso.

Potrebbe corrispondere all'antica Apeneste ed è citata come Vesta nel Catalogus Baronum del XII secolo, forse riconducibile ad un antico culto della Dea latina.

Vieste dalla Parte seconda delle Vedute delle coste d'Italia / disegnate dal vero da Porro Alberto / pubblicate dall'Ufficio Idrografico della Regia Marina / sotto la direzione del Capitano di Vascello G. B. Magnaghi, / dal promontorio d'Ancona al capo d'Otranto, 1884

Vietri

Accorsato centro balneare sulla costiera amalfitana, noto per le sue policrome ceramiche.

Il toponimo è documentato fin dal Trecento; come Vietri di Potenza o anche Santa Maria Capua Vetere, a nord di Napoli, deriva dal latino vetus, veteris "vecchio" che, come appellativo geografico, indica aree con resti di preesistenti insediamenti.

Vietri, in un'incisione da La Terra / trattato popolare / di / geografia universale ..., di G. Marinelli e altri, vol. IV, Milano, Vallardi, 1894