La torre Penna sorge in località Punta Penna, nel comune di Vasto (Ch), in una posizione importantissima, a vigilanza e difesa della grande insenatura che costituisce il porto di Vasto. Il manufatto si protende verso il mare e rappresenta il punto in cui la costa č inclinata ad est-sud-est, con un'ampia insenatura. L'area a ridosso della torre è urbanizzata, ma con vincoli militari. Comunicava verso nord con la torre dell'Asinello e a sud con la torre Trigno dalla quale distava 12,5 km circa. (v. nota 1).
Disegno del Gambacorta: in alto la torre nel suo contesto, in basso il prospetto e la pianta, ed. MARINO, La difesa, cit. p. 60.
Veduta di torre Penna in una foto di Neri Scerni del 1955, quando la copertura era ancora quella originaria a capanna, ed. FAGLIA, Visita alle torri costiere nelle province d'Abruzzo, p. 59.
Veduta odierna di torre Penna, con la copertura a padiglione sostituita durante il restauro del 1977, CHIARIZIA, Castelli d'Abruzzo, gli insediamenti fortificati abruzzesi,,p. 6.
Notizie storiche
1563: ordine di costruzione del vicerè don Parafà de Ribera su relazione del governatore Marco Antonio Piscicello al capo della Penna
1579: torriero cap.le de Ossuna Domenico
1598: ritenuta di buona fabrica e ben collocata dal Gambacorta; torriero cap.le Mattia de Palos e soldato Gio Francesco Como de Vasto
1660: torriero cap.le Raimondo Carlo Domenico
1777: custodita dagli Invalidi
1842: utilizzata come posto doganale
1955 Neri Scerni la trova in buone condizioni
1976: conservata, in restauro (v. nota 2)
1977: restauro in cui viene cambiata la copertura originale (v. nota 3)
"... questa prima torre quadrata detta la Penna in territorio del Vasto stà distante dalla torre di Petacciato in...di Capitanata miglia diciotto e verso Abruzzo dalla torre dell'Asinella miglia quattro. Č ben collocata di buona fabrica guarda verso Abruzzo e verso Capitanata con la di Petacciata...bisogna un falconetto per guardare dette cale che con un mascolo n'è basta. È necessario accomodarsi la cisterna che d'inverno non tiene l'acqua e sia stato mal matonato e ...e...che ci vorrā di spesa ducati venticinque...". (v. nota 4).
La torre è tipica del viceregno, a pianta quadrata di 12 m per lato e un corpo troncopiramidale, con tre caditoie per lato. Ogni parete ha una piccola finestrella a piano terra, l'accesso è costituito da una porta nel lato a monte. L'interno èsuddiviso in due piani: il primo piano è coperto da una volta a botte, mentre il secondo aveva una copertura a capanna.
La struttura muraria era completamente in mattoni.
La torre venne eretta al centro del quadrilatero del castello rifugio, di cui tutt'ora sono visibili i ruderi del torrione quadrangolare nord-ovest rilevato nel 1904 dall'ing. Greco del Genio Civile.
Il manufatto vede oggi il territorio attorno a sé tutto asfaltato. Le mura esterne sono state tinteggiate di bianco e il sopralzo, in seguito ad un brusco restauro nel 1977, ha subito la sostituzione dell'originaria copertura a capanna con un tetto a padiglione, il tutto purtroppo approvato dalla Soprintendenza dell'Aquila. Durante questo restauro sono stati manomessi anche i barbacani delle caditoie. Di epoca posteriore risulta anche la scala esterna a due rampe che permette di accedere al primo piano. (v. nota 5).