Sulla cresta dell'onda

Andora (SV): il Castello

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Andora si trova tra Laigueglia e Cervo, all'estremità di ponente della provincia di Savona, dominata dall'alto da , che fu residenza di Thor Heyerdhal.

Fu probabilmente fondata dai Focesi dopo il VII secolo a. C., come avamposto a difesa del commercio del sale proveniente dalla Corsica.

Intorno al 1125 divenne possedimento dei Marchesi di Clavesana, che costruirono un castello sul poggio soprastante la valle, detto “Paraxu”, attorno al quale sorse un insediamento.

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A Lunghi: Ipotesi di ricostruzione del castello sulla base delle rovine esistenti, da LAIGUEGLIA due secoli di vita cittadina (1603-1808), di Anna Celant Marino, edito dal comune di Laigueglia. L'edificio con tetto a spioventi era la residenza dei Clavesana. Accanto alla torre si trovava il pozzo, mentre la tettoia a sinistra ospitava l'officina del fabbro e le scuderie. Nell'angolo in basso a sinistra, la chiesa di S. Giacomo e Filippo con l'adiacente torre medievale.
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Nel 1252, con la caduta di Albenga sotto il controllo della Repubblica, il castello divenne residenza del Podestà che, in qualità di intermediario tra il Governo centrale e quello periferico, amministrava la giustizia e sovrintedeva al potere politico.

Tutti gli organi governativi erano situati nel “Paraxu”, dove il Podestà ebbe l'obbligo di risiedere fino al 1676, anno in cui ottenne di trasferirsi nella più salubre Laigueglia.

Oggi i ruderi del manufatto e dell'adiacente borgo medievale, con la torre medievale e la chiesa romanico-gotica dei Santi Giacomo e Filippo - tanto somigliante alla cattedrale di Albenga da far ipotizzare uno stesso artefice - costituiscono un complesso monumentale tra i più importanti della regione.

andora8 L'ingresso del Castello
andora25 Arcone di ingresso con caditoia
andora24 L'atrio a destra dell'arcone di ingresso
andora23 All'interno dell'ingresso si sono conservati alcuni fregi
andora10 Oltre l'arcone, in fondo al cortile, si intravede l'accesso alla residenza dei Clavesana
andora9 In primo piano si distinguono i resti del basamento della torre di guardia adiacente alla residenza
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L'interno del cortile, con la base della torre e, di fronte, l'ingresso alla residenza. A destra, l'imboccatura del pozzo, di cui si è andato distrutto il parapetto
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Alla base della torre del castello si distingue il canale di scolo delle acque convogliate verso il pozzo. A destra, angolo nord ovest : sulla parete di ponente si intravede il foro di scolo delle acque (a filo con un cespuglio)
36 Particolare del foro di scolo delle acque eccedenti
38 Il lato nord con una delle torrette di guardia agli angoli
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Le mura a levante, con feritoie, guardano verso la torre di Colla Micheri
29 Il lato a sud; in fondo, tra le piante, si intravede l'ingresso al castello
andora Il complesso monumentale nel suo insieme
016 Sulla cortina di ponente sono state murate oltre trecento lastre di ardesia, le "Pietre di Luna", che recano incise liriche famose di celebri poeti: Barnet, Di Valois, King, Palazzeschi, Prévert, Ungaretti ...
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andora67 Aldo Palazzeschi, Rio Bo, "Pietre di Luna", n°150
andora44 Giuseppe Ungaretti, Il Silenzio, "Pietre di Luna", n°144
042 Porta d'accesso di ponente, da cui si raggiunge il vialetto
delle "Pietre di Luna"
18 La torre adiacente alla chiesa romanico-gotica dei Santi Giacomo e Filippo
035 L'ingresso nord della torre adiacente alla chiesa
031 Quel che resta dell'affresco alla base della torre
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Le volte della torre; a sinistra si intravede l'affresco di cui all'immagine precedente
21 Tra la torre e la chiesa si intravede il paese di Colla Micheri
23 La torre e l'abside della chiesa

Altra testimonianza di grande interesse architettonico nella cittadina è il torrione "saraceno", innalzato nel Cinquecento sulla riva del mare, a difesa dalle incursioni barbaresche.

Sull'origine del nome di Andora, alla pagina http://www.folclore.eu/It/Turismo/Comune.asp?Id=228 si legge la storia della bella Andelora, promessa a Stefanello, e poi rapita dai Saraceni: l'amato la raggiunse e i due fuggirono insieme ma, quasi raggiunti dai rapitori, preferirono morire uniti nelle acque antistanti il paese. In loro memoria si attribuirono i loro nomi ai paesi di Andora e Stefanello.

(Foto V. Rossi, 20 luglio 2006