Andora si trova tra Laigueglia e Cervo, all'estremità di ponente della provincia di Savona, dominata dall'alto da , che fu residenza di Thor Heyerdhal.
Fu probabilmente fondata dai Focesi dopo il VII secolo a. C., come avamposto a difesa del commercio del sale proveniente dalla Corsica.
Intorno al 1125 divenne possedimento dei Marchesi di Clavesana, che costruirono un castello sul poggio soprastante la valle, detto Paraxu, attorno al quale sorse un insediamento.
Nel 1252, con la caduta di Albenga sotto il controllo della Repubblica, il castello divenne residenza del Podestà che, in qualità di intermediario tra il Governo centrale e quello periferico, amministrava la giustizia e sovrintedeva al potere politico.
Tutti gli organi governativi erano situati nel Paraxu, dove il Podestà ebbe l'obbligo di risiedere fino al 1676, anno in cui ottenne di trasferirsi nella più salubre Laigueglia.
Oggi i ruderi del manufatto e dell'adiacente borgo medievale, con la torre medievale e la chiesa romanico-gotica dei Santi Giacomo e Filippo - tanto somigliante alla cattedrale di Albenga da far ipotizzare uno stesso artefice - costituiscono un complesso monumentale tra i più importanti della regione.
L'ingresso del Castello
Arcone di ingresso con caditoia
L'atrio a destra dell'arcone di ingresso
All'interno dell'ingresso si sono conservati alcuni fregi
Oltre l'arcone, in fondo al cortile, si intravede l'accesso alla residenza dei Clavesana
In primo piano si distinguono i resti del basamento della torre di guardia adiacente alla residenza
Particolare del foro di scolo delle acque eccedenti
Il lato nord con una delle torrette di guardia agli angoli
Il lato a sud; in fondo, tra le piante, si intravede l'ingresso al castello
Il complesso monumentale nel suo insieme
Sulla cortina di ponente sono state murate oltre trecento lastre di ardesia, le "Pietre di Luna", che recano incise liriche famose di celebri poeti: Barnet, Di Valois, King, Palazzeschi, Prévert, Ungaretti ...
Aldo Palazzeschi, Rio Bo, "Pietre di Luna", n°150
Giuseppe Ungaretti, Il Silenzio, "Pietre di Luna", n°144
Porta d'accesso di ponente, da cui si raggiunge il vialetto
La torre adiacente alla chiesa romanico-gotica dei Santi Giacomo e Filippo
L'ingresso nord della torre adiacente alla chiesa
Quel che resta dell'affresco alla base della torre
Tra la torre e la chiesa si intravede il paese di Colla Micheri
La torre e l'abside della chiesa
Altra testimonianza di grande interesse architettonico nella cittadina è il torrione "saraceno", innalzato nel Cinquecento sulla riva del mare, a difesa dalle incursioni barbaresche.
Sull'origine del nome di Andora, alla pagina http://www.folclore.eu/It/Turismo/Comune.asp?Id=228 si legge la storia della bella Andelora, promessa a Stefanello, e poi rapita dai Saraceni: l'amato la raggiunse e i due fuggirono insieme ma, quasi raggiunti dai rapitori, preferirono morire uniti nelle acque antistanti il paese. In loro memoria si attribuirono i loro nomi ai paesi di Andora e Stefanello.