Sulla cresta dell'onda

Brucoli: castello

Procedendo da Catania verso Siracusa nel nostro viaggio in Sicilia, a breve distanza da Augusta incontriamo il torrente Porcaria, l'antico Pantakias, che sbocca nell'insenatura di Brucoli.

Si ritiene che il piccolo paese sorga nel sito di Trotilon, una delle più antiche colonie greche in Sicilia, importante nel corso dei secoli quale scalo marittimo.

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L'ampia foce del torrente, infatti, crea un porto-canale naturale, ricco di grotte e anfratti idonei al ricovero delle barche. Rapidamente, quindi, esso divenne un caricatore dei prodotti dell'entroterra, attorno al quale si andò sviluppando un insediamento, che divenne residenza stanziale di pescatori e dei lavoratori del porto. A protezione del borgo il governatore spagnolo Giovanni Cabastida fece erigere, nel 1467-68, una fortezza a pianta quadrangolare. Con l'intensificarsi della pressione barbaresca, nel Cinquecento anche le difese costiere siciliane furono potenziate, per mano dell'architetto militare Camillo Camilliani su incarico del vicerè Marco Antonio Colonna. La fortezza fu quindi trasformata in un maestoso castello, oggi detto "della Regina Giovanna", rinforzato da massicce torri circolari ai vertici, raccordate da una cortina di robuste mura interrotte a nord da una torre poligonale, con portale d'accesso ad arco acuto sul lato ad ovest.

Antistante il castello, nel 1912 fu collocato un fanale ad acetilene, costituito da un piccolo fabbricato a un piano, sul quale si eleva una torretta a fasce bianche e rosse, qui in una fotografia degli anni Cinquanta (dall'archivio fari dell'Istituto Idrografico della Marina).

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Paola Presciuttini, settembre 2005