Sulla cresta dell'onda

La torre di Campomarino (CB)

Sulla strada litoranea SS 16, direzione sud, in località Campomarino (Cb), alla foce del fiume Biferno, era situata la torre di Campomarino, detta anche torre Biferno. Secondo le testimonianze, la torre si trovava sulla riva sinistra del fiume, dalla parte di masseria Pennucci; secondo il marchese di Celenza Carlo Gambacorta, invece, sulla sponda destra, dalla parte di masseria Candela (v. nota 1).

Comunicava a nord col Castello di Termoli, dal quale distava 3,5 km (miglia 4 secondo il Gambacorta) e a sud con torre Saccione (detta anche torre Fantine, in località Serracapriola - Fg), distante 12,5 km (miglia 6 secondo il Gambacorta) (v. nota 2).

campomarino
Disegno del Gambacorta: a sinistra la descrizione, in alto a destra la rappresentazione del paesaggio in cui sorge la torre di Campomarino e in basso quella del prospetto e della pianta, ed. MARINO, La difesa costiera contro i Saraceni e la visita del marchese di Celenza alle torri di Capitanata, Campobasso, 1977, pp. 52, 53

Notizie storiche

1568: anno di edificazione ad opera di Cristiano de Villanova
1573: torriero mag.co Garzia Polidoro
1577: torriero cap.le Dies Francesco (Archivio di Stato di Napoli - A.S.NA. )
1594: relazione del marchese di Celenza Carlo Gambacorta, il quale la ritiene sita in buona posizione e di buona fabbrica; dice inoltre che avrebbe bisogno di un falconetto e di uno smeriglio, riparazioni contro la pioggia e una finestra in legno (v. nota 3)
1616: torriero cap.le del Russo Balsolo (A.S.NA.)
1674: torriero cap.le Corfiato Francesco (A.S.NA.) (v. nota 4)
1777: abbandonata perché diruta
1842: risulta utilizzata per uso di posto doganale
1955: ricognizione di Neri Scerni: ruderi, solo fondazioni (v. nota 5)

Relazione del marchese di Celenza Carlo Gambacorta, 1594

"Questa 23 Torre detta di Campomarino in territorio di Campomarino sta distante dalla retta torre di Staccioni miglia sei e dalla terra di Campomarino è un terzo de miglio, e verso Abruzzo dalla Torre della Senarca miglia sei. Ben posta di buona fabrica guarda la spiagia, ed una fiumara detta Piferno grandissima che corre accosto a detta Torre dalla parte di Abruzzo. Ha corrispondenza con la retta torre di Staccione et altra a verso Abruzzo non ha corrispondenza, … di Termoli quattro miglia distante. Bisogna un falconetto et uno smeriglio per guardar detto fiume che con due altri scoppietti … sono da … è necessario conciarsi l'astraco della piazza di … e farci una finestra di ligname che ci vuole ducati otto" (v. nota 6).

Descrizione

Anche quest'ultima torre della costa molisana, nella sua forma architettonica, rientra nella tipologia delle torri del periodo vicereale: quadrangolare nella pianta, 11 m per lato, corpo a forma di tronco di piramide, con uno sviluppo in altezza di circa 12 m, con tre caditoie per lato. Era articolata su due piani, l'accesso era a monte, l'entrata si effettuava attraverso una scala in muratura, con una passerella di legno, facilmente retraibile in caso di necessità.

Stato attuale

Oggi vi sono testimonianze circa la sua esistenza presso la masseria Pennucci, ma non vi sono dati certi tranne il toponimo "Piano della torre" registrato in una tavola dell'Istituto Geografico Militare

Probabilmente i resti della torre sono sommersi dal mare, a causa del fenomeno del bradisismo che ha caratterizzato soprattutto quel tratto di costa (v. nota 7).

Note

1)  FAGLIA V., Visita alle torri costiere di Capitanata, Roma, 1977, p. 44.
2)  CARUSO A., Il castello di Termoli e la difesa costiera molisana, Termoli, 1995, p. 62.
3)  Carlo Gambacorta studiato tramite il contributi di MARINO L., ., La difesa costiera contro i saraceni e la visita del marchese di Celenza alle torri di Capitanata , Campobasso, 1977, p. 52.
4)  I documenti riferibili alle date sopra proposte, segnalate con la sigla A.S.NA. ( Archivio di stato di Napoli,) sono stati visionati direttamente presso tale archivio, nel fondo Torri e castelli, Indice torri di Capitanata.
5)  Per le date 1568-1573-1842-1955-1976 vedi FAGLIA, Visita cit. p. 44.
6)  Carlo Gambacorta da FAGLIA, Visita cit., p. 44.
7)  CARUSO, Il castello cit., p. 62.
Foto e testi di Alessandra Mucci, gennaio 2010
e-mail: alessandramucci@libero.it