Sulla cresta dell'onda

Torre di Castellaro (IM)

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Tra l'anno Mille e il secolo successivo la zona di Taggia divenne proprietà dei marchesi di Clavesana, ad esclusione della lunga fascia costiera, detta Villaregia, tra le odierne cittadine di Riva Ligure e San Lorenzo.

I Clavesana costruirono un castello all'apice del roccione intorno al quale sorse Taggia, e, tra i secoli XI e XII ospitarono il proprio congiunto Bonifacio di Quadraginta (secondo la versione latinizzata del nome Quaranta), così detto dal castello di Quaranta presso Cuneo, che aveva dovuto abbandonare per ragioni politiche, e gli assegnarono il territorio di Castellaro.

Al culmine del colle Bonifacio eresse un castello, forse sui resti di un "castellaro" di origine pre-romana, intorno al quale sorse rapidamente un insediamento popolato dai contadini sparsi nella zona, dai quali esigeva tributi.

Rafforzato il suo potere, innalzò un secondo castello in posizione ancor più nevralgica, sul dosso di Linguilia (oggi Lingueglietta), che dominava la strada di collegamento tra l'entroterra e i centri di Taggia e Porto Maurizio.

Alla fine del XII secolo il possedimento di Castellaro e zone limitrofe entrò nel possesso della della Repubblica di Genova.

La rocca di Castellaro, nel punto più elevato del paese, dove ora si trova la chiesa parrocchiale, era munita di quatrro torri agli angoli, di sui è sopravvissuta solo la torre nell'attuale via Santo Spirito; è a pianta semicircolare, con tracce di merlature all'apice e di caditoie, ed è collegata a residui delle antiche mura.

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(Fotografie W. Rossi, 10 febbraio 2008)