Sulla cresta dell'onda

Castello di Bestagno, fraz. di Pontedassio (IM)

"I Saraceni … da Frassineto quando a quando facevano degli attacchi marittimi contro i paesi della nostra costiera. Dopo averli occupati e distrutti avanzavano per le valli, uccidendo e rubando. In tal modo aumentarono di potenza, di numero e di audacia sino a spingersi nel 935 ad Acqui nel Monferrato e alle porte di Torino. In quell'epoca anche la popolazione della valle concorse a costruire il castello di Bestagno, il quale doveva servire come di rifugio contro le incursioni dei Saraceni. Poco dopo furono costrutte delle torri per comunicare, dal mare all'alta valle, il prossimo avvicinarsi dei tanto temuti Mori.

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L'incisione è conservata preso la scuola di Bestagno

Così dal colle di Santa Maria Maggiore si poteva comunicare, con bandiere di giorno e con lumi di notte secondo segni convenzionali, colla torre di Santa Lucia di Pontedassio, questa con quella detta della Colombera, la quale segnalava alla torre del castello di Bestagno. Quest'ultima avvisava le soldatesche della torre del Maro la quale poteva mettersi in comunicazione. I Saraceni furono finalmente disconfitti e scacciati da Frassineto dal Conte di Provenza nel 972."
(Da Memorie storiche di Pontedassio. Opera postuma del dott. Francesco Ramoino, ristampa anastatica a cura del Comune di Pontedassio, Oneglia 1978.)

Nonostante le distruzioni e il parziale abbandono, il castello di Bestagno resta uno dei principali complessi fortificati dell'estremo ponente ligure. Nel 1234 si trovò al centro del primo rilevante episodio militare di cui si abbia notizia: ribellatisi al vescovo di Albenga, gli Onegliesi si asserragliarono nel Bestagno per opporsi alla controffensiva genovese.

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Le rovine del castello a sinistra, sulla collinetta che domina il paese di Villa Guardia

Capoluogo di castellania sotto i Doria, Bestagno venne ampliato a più riprese fra il XIII e il XIV secolo, finché nel 1340 non subì un altro assedio, vittorioso, da parte degli Spinola contro Antonio Doria. Nel 1504 vi si ritirò Vincenzo Doria, che non intendeva rinascere l'autorità di Domenicaccio. Passato ai Savoia nel 1576, venne in seguito infeudato a diversi proprietari con il vicino borgo.

Durante la guerra del 1625 fra Ispano-Genovesi e Franco-Piemontesi, fu teatro di aspri scontri che culminarono nel suo diroccamento da parte delle truppe spagnole. Comincia da allora un lento ma inesorabile declino, segnato dal venir meno delle sue funzioni militari.

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Un bastione della cinta, sulla quale affiora la torre quadra del castello

Vincolato nel 1933, il castello è tuttora di proprietà privata. Mentre il nucleo centrale più antico, pericolante, si trova in uno stato di totale abbandono e necessiterebbe di un recupero sistematico, ampie porzioni comprese nei resti della cinta sono attualmente riservate alla coltivazione della vite.

Ottime vedute d'insieme si hanno dalla strada Bestagno-Villa Viani, dal piazzale della chiesa di Villa Guardia, dal ponte presso il cimitero di Pontedassio e dai monti.

Il nucleo più antico sembra essere il poderoso cassero oblungo, saldamente ancorato allo sperone roccioso sulla sommità della collinetta. Articolato in due piani, vi si accede per una scaletta in pietra; seppure rimaneggiato successivamente, è databile al XII secolo. Allo stesso periodo, o al'inizio del XIII secolo è attribuibile la torre quadrangolare, elemento meglio conservato dell'intero castello, lungo il lato sud del perimetro, dall'apparecchiatura muraria in pietra da taglio.

bestagno4 La torre quadra del castello
bestagno5 Il bastione a valle della cinta

Vista la tecnica muraria, è possibile che la torre appartenesse al più antico sistema difensivo, come il cassero; ciò doveva presupporre una cinta più ristretta dell'attuale mentre più tardi, forse sotto i Doria nel XIV secolo, avvenne un decisivo ampliamento verso valle, con la costruzione di un più vasto perimetro rinforzato agli angoli da torrette cilindriche, di cui restano tracce sul lato orientale. Non è facile distinguere il tracciato della cinta più recente, anche perché le strutture murarie sono servite quasi sempre di rinforzo ai terrazzamenti agricoli.

bestagno3 Il bastione occidentale

Le porte d'accesso erano almeno due: una tuttora praticabile, si apre nella cortina esterna, presso la testata orientale, curvilinea, del cassero; la seconda funge in realtà da portale di ingresso al nucleo centrale. Entrambe erano congegnate in modo da costringere gli assalitori a mostrare il fianco destro ai difensori: il destro, nonostante fosse armato, era il lato meno protetto dei combattenti medievali, visto che lo scudo si portava di regola sul braccio sinistro.

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colombera La torre Colombera, demolita nel 1932
(Da F. Cervini e A. Giacobbe, Guida storica del comune di Pontedassio, Imperia, Dominici editore, 2004)

Il castello di Bestagno, baluardo settentrionale del sistema difensivo onegliese, poteva comunicare mediante segnali con la torre di Santa Lucia a Pontedassio, tramite la torre della Colombera, diroccata e quindi demolita negli scorsi anni Trenta.

Con le pietre di risulta fu costruita la cappella Natta, che oggi si staglia sul poggio soprastante Pontedassio, a circa 300 metri a valle del castello.

natta1 L'abside della cappella Natta
natta2 La facciata della cappella
Notizie dall'esauriente guida di F. Cervini e A. Giacobbe cit.
(Fotografie di V. Rossi, marzo 2006)