Sulla cresta dell'onda

Il castello di Torriglia (GE)

Torriglia, sulla strada che collega Genova e Piacenza nella valle del Trebbia, deve probabilmente il suo nome proprio a una torre, poi abbattuta per ampliare la fortificazione fino alle dimensioni attuali, forse databile a prima del 972: in un documento di quell'anno, infatti, l'imperatore Ottone II attribuisce il possesso di una Curtem de Turrigio e di altri castelli al monastero di San Colombano di Bobbio.

È probabile quindi che il primo impianto difensivo di Torriglia consistesse in una torre isolata, alla quale successivamente si aggiunse il castello che, appartenuto ai Malaspina certamente fino al 1227, fu poi acquistato dai Fieschi, probabilmente intorno al 1252.

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cfr. I Castelli della Liguria / "Architettura fortificata ligure",
Mondani Editore, 1973

Si presume che essi ampliassero e fortificassero il possedimento, ma se ne servissero solo sporadicamente come dimora o come rifugio, in virtù del loro impegno politico nelle vicende della Repubblica.

Dopo la ben nota congiura del 1547, Andrea Doria ottenne la confisca dei beni dei Fieschi e il possesso personale di alcune loro proprietà, tra cui il territorio di Torriglia che, per oltre due secoli e mezzo, fu affidato all'amministrazione di loro commissari.

Nel 1799 i rivoluzionari locali depredarono e infine abbatterono il castello, simbolo di asservimento, lasciando ai posteri una struttura diroccata di difficile lettura perché, per effetto della sua scarsa rilevanza, non sembra esistere una documentazione grafica che ne attesti l'evoluzione.

Le numerose indagini effettuate dalla metà dell'Ottocento in poi hanno consentito di individuare tre fasi essenziali, dalla costruzione, al periodo medievale, alla trasformazione rinascimentale. Al primo periodo risale la torre attuale con le sue immediate adiacenze, assegnata all'inizio del Duecento.

A pianta quadrata, fino all'altezza di circa sette metri la torre è costruita con grosse pietre regolari e rettificate, solidamente incernierate agli spigoli, che si sono infatti conservati. La parte superiore ha invece un tessuto più grossolano e fragile ed è andata quasi totalmente perduta.

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La torre vista dall'interno del comprensorio
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Un locale voltato alla base della torre
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La parte posteriore, volta a nord, del castello

Interventi successivi comportano l'aggiunta di baluardi a protezione della base della torre, con passaggi dalla copertura a volta. A sud della torre si sviluppa l'area residenziale, allungata sullo sperone di roccia che sovrasta il paese, per una lunghezza di circa venti metri.

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Con l'insediamento dei Fieschi sono ipotizzabili interventi atti a migliorare le caratteristiche abitative del complesso, ma è sicuramente successiva, con l'evoluzione delle armi da fuoco, la trasformazione dell'area meridionale: si aggiunge a sud il possente bastione dalla caratteristica forma di prora, che conferisce al castello l'aspetto di una nave, e si rinforzano i lati lunghi con due ulteriori bastioni semicircolari, ad assicurare la completa copertura dei due versanti.

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L'alto muraglione di contenimento dell'area meridionale, in corso di restauro
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I residui dell'area abitativa sul versante meridionale del castello
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Un locale voltato sullo spigolo occidentale della "prua" del castello
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Quel che resta di uno dei due bastioni semicircolari laterali, che asssicuravano la completa copertura dei due versanti
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La città dall'alto della "prora"
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L'ingresso all'ampio parco restrostante il castello

Oggi nel castello sono in corso lavori di consolidamento che mirano a rivalutare la storia di Torriglia e potenziarne le attrattive turistiche.

(Paola Presciuttini, 29 marzo 2007)