Sulla cresta dell'onda

Dolceacqua (IM): castello dei Doria

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Claude Monet diceva che per dipingere la Riviera ligure occorrevano diaspri e pietre preziose. Vi tornò all'inizio del 1884, dopo una precedente visita a Genova insieme con Renoir, espressamente per cogliere le atmosfere della costa come pure dei borghi arroccati dell'entroterra.

Di Dolceacqua - qui raffigurato in un olio conservato a Parigi presso il Musée Marmottan - lo colpirono il castello spettrale, l'abitato arroccato sotto di esso, detto localmente "Terra", e il ponte ardito a schiena d'asino tardo-medievale, che unisce la "Terra" al "Borgo", sulla riva opposta del Nervia.

Il quartiere "Terra" ha conservato intatta la struttura antica, articolata secondo semicerchi concentrici che salgono, uniti da passaggi coperti e facilmente difendibili, che rendevano il castello inespugnabile.

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E imprendibile residenza principesca rimase per secoli, da quando il suo fondatore - il genovese Oberto Doria, vincitore sui Pisani alla battaglia della Meloria (agosto 1284) - si insediò a Dolceacqua per assicurarne la difesa contro le mire francesi, fino agli ampliamenti quattrocenteschi, fino alla parziale distruzione durante la guerra franco-austriaca del 1745.

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Foto Vilma Rossi, 10 febbraio 2005