Sulla cresta dell'onda

Fiorenzuola di Focara

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Fiorenzuola di Focara, tra i più suggestivi paesi dell'Alto Adriatico in provincia di Pesaro, a pochi km da Rimini, è da sempre nota ai viaggiatori e ai naviganti.

Fondata dai Romani, fu trasformata in castello dagli arcivescovi di Ravenna, quando Pesaro faceva parte della Pentapoli marittima bizantina, e fu oggetto di contesa tra la Chiesa ravennate e la Comunità pesarese, e in seguito tra i Malatesta di Rimini e quelli di Pesaro.

Il borgo medievale, a picco sul mare, è racchiuso in una cinta muraria di forma pentagonale, oggi in corso di restauro, che in passato difendeva il castello. L'immagine rappresenta una delle porte di accesso al paese

L'antico toponimo "focara" deriva probabilmente dai fuochi che si accendevano per richiamare l'attenzione del naviganti in prossimità del pericoloso promontorio. "Fiorenzuola" trae invece origine da "Florentia" (o Castrum Florentii o Castrum Florentinum), toponimo presente in altre regioni italiane con il significato di "fiorente".

Il paese è stato immortalato da Dante Alighieri nell'Inferno, canto XXVIII, ai versi 89-90 - "Poi farà si ch'al vento di Focara / non farà lor mestier voto né preco" - con riferimento ai pericoli della navigazione lungo un tratto di mare dove occorrevano "voti e preghiere" per salvarsi dalle tempeste.

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La targa all'apice della porta fu posta in opera nel sesto centenario della morte del Poeta, che con i suoi versi dette fama imperitura al paese nel mondo.
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Panorama dall'alto di Fiorenzuola.
Courtesy F. Rocchetta, 31 luglio 2007