L'imponente Porta del Molo a levante dell'odierno Porto Antico, costruita a ridosso delle antiche fonderie di artiglieria con orientamento est-ovest, fu eretta tra il 1551 e il 1553 - come si legge nella targa affissa all'apice del fornice esterno - da Antonio Roderio da Curona su progetto di Galeazzo Alessi.
Per la sua posizione alla radice del molo, la Porta fu risparmiata dalle demolizioni che interessarono le altre porte lungo il litorale quando fu aperta l'attuale via Gramsci. Tuttavia, con la costruzione delle calate all'interno del porto, il manufatto perse le sue funzioni di dazio e di accesso al Molo, e fu adibito ad usi diversi - da magazzino a caserma - fino ad essere completamente abbandonato verso la metà del Novecento.
Mirabilmente restaurata, insieme con l'intera area portuale antica, in occasione delle celebrazioni colombiane del 1992, Porta Siberia oggi ospita il Museo Luzzati, progettato da Renzo Piano e dedicato all'Artista scomparso.
Conosciuta anche come Dongione del Molo, assunse il nome attuale nel tardo Ottocento, probabilmente da una versione dialettale di "cibarie", perché costituiva il punto di controllo delle derrata alimentari in transito per il porto di Genova.
Per la sua armoniosa imponenza, di violento impatto espressivo, la fortezza incontrò l'ammirazione dagli studiosi di arte e di architettura militare dal tempo della sua edificazione in poi. La porta costituiva infatti un accesso daziario alla città ma era anche un avamposto militare, con due possenti baluardi laterali che racchiudono a tenaglia il piccolo spazio ellittico a tre fornici, nel quale apre la porta vera e propria, impreziosita dall'elaborato impianto dorico.
L'interno racchiude un ampio vano con volta a botte, di circa 250 mq, atto ad accogliere una guarnigione, e un cortile sul versante a ponente, affacciato sul porto.
Un angusto passaggio accede a cinque vani con volta a botte, con le cannoniere rivolte verso mare, all'interno delle Mura di Malapaga, che oggi affacciano sulla strada di accesso al Porto Antico, adiacente al manufatto sul lato a levante.
Una scala interna, a chiocciola, conduce al sotterraneo, oggi non visitabile; una seconda scala a chiocciola, in aderenza al muro, raggiunge la terrazza di copertura - oggi non accessibile per ragioni di sicurezza - che ospitava i pezzi di artiglieria per la difesa del porto, diverse garitte e una casamatta.