A Sanremo, nella piazza del mercato fa quasi da spartitraffico una bella torre cinquecentesca, detta "Chiapella" o "Ciapela", di cui si data la costruzione intorno al 1550.
È in muratura di pietra intonacata, a pianta grosso modo rotonda e corpo tronco-conico, con cordolo di raccordo all'alto parapetto dall'inconsueta merlatura, munito di numerose aperture per fucileria e bocche da fuoco. È stata restaurata nel 1960 e da allora è rimasta inutilizzata all'interno di una cancellata che la protegge da manomissioni.
Nel 1959 fu al centro di un episodio che divise la città in opposte fazioni: chi voleva abbattere la torre con pretestuose ragioni di igiene pubblica, e chi voleva invece preservarla come testimonianza di storia cittadina: "... questa torre ha un suo passato modesto come modesta è la costruzione, ma è pur sempre un frammento di storia documentata anche se non è stata teatro di eventi trascendentali ... e oggi ha l'ulteriore merito di interrompere, anche se per brevissimo tratto, il panorama della cittadina giungla di cemento".
Nel 1959, alla fine di dicembre, quando già si era deliberato il restauro della torre, qualcuno tentò un colpo di mano, anzi di ariete, visto che i tentativi di abbatterla nottetempo manualmente, scalzando le fondamenta, non erano andati a segno. Salvata dall'intervento di alcuni cittadini che avvertirono le Autorità, la torre - seppur squarciata - fu alla fine preservata e nel 1960 se ne portò a termine il restauro.
Il cerchio più grande segnala la Porta Chiapella, citata dal Vinzoni, sulla sponda sinistra del torrente Prino; il cerchio più piccolo indica invece la possibile posizione della torre, non indicata nella tavola del Vinzoni, sulla riva destra del Prino: era presumibilmente addossata alla cortina della cinta muraria, come indicherebbero la sua stessa forma, appiattita sul versante meridionale, e la fascia verticale di tessitura muraria scoperta, lungo la possibile ammorsatura della torre alla muraglia.
Particolare del cordolo e del soprastante alto parapetto (foto S. Campora)
Particolare dell'arcone di ingresso e della possibile ammorsatura della torre alla muraglia (foto S. Campora)