La torre di Sant'Erasmo a Diano Marina, innalzata nel 1550, è la struttura orginaria della fortificazione dianese, a pianta circolare.
Era in allineamento con le torri dell'Alpicella, di Diano Calderina, di Evigno, oggi ridotta a rudere, di San Bartolomeo, di Cervo e ovviamente con il bastione sul versante orientale della spiaggia di Diano Marina, crollato nel 1840. In caso di pericolo, dava l'allarme alle comunità della vallata sparando un colpo di cannone.
Nel 1836 - la data risulta da un'iscrizione incisa sull'architrave dell'antico ingresso - i Sabaudi costruirono il forte di Sant'Elmo in aderenza alla torre, che ne divenne parte integrante. In data imprecisata il forte passò nel possesso di una famiglia francese che ne fece la propria abitazione; il disastroso terremoto del 1887 distrusse Diano Marina ma non danneggiò l'ex forte e anzi, secondo una leggenda locale, i proprietari non capirono che la nuvola bianca che saliva dalla spiaggia era il polverone delle case crollate; ma di lì a poco si affrettarono a liberarsi della proprietà, che fu venduta a una famiglia locale.
Successivamente il complesso fu trasformato in villa privata e la torre, svuotata e collegata all'ex forte, divenne una sala della residenza.
Durante l'ultima guerra il complesso fu requisito dai Tedeschi: sulla parete del salone sopravvive una scritta del tempo.