La torre Isulidda domina il golfo di Macari, nel territorio di San Vito Lo capo, a circa quaranta km da Trapani.
Il comune di San Vito venne istituito nel 1952, quando la città fu affrancata da Erice, ma il paese risale al III secolo, sorto attorno alla cappellla dedicata a San Vito, patrono della città, che lì fu martirizzato nel 299.
L'area offre molte attrattive di interesse naturalistico e culturale. Per esempio a est del paese, oltre la punta di Solanto, sopravvivono i resti della Tonnara del Secco, una delle più importanti dell'Isola, sovrastata dalla Torre 'Mpisu, di impianto analogo alla torre Isulidda.
Nella Riserva naturale dello Zingaro, di incomparabile bellezza, si apre la Grotta dell'Uzzo, risalente al Mesolitico, la cui importanza è stata evidenziata dalle numerose campagne di scavo che si sono susseguite dagli anni Settanta.
Numerose sono, nella zona, le torri di difesa costiera: nei dintorni della Grotta dellUzzo si trova lomonima torre e, procedendo verso ponente, si incontrano - oltre la già ricordata Torre Mpisu (impiccato), la torre Sceri (Usceri), il Torrazzo, e la torre Isulidda, prima di giungere alle due torri sotto monte Cofano, nel Comune di Custonaci.
La torre Isulidda, in posizione dominante sul golfo di Macari, arroccata su uno sperone di roccia a picco sul mare, è attribuibile all'architetto militare Camillo Camilliani che ne prescrive le caratteristiche nella sua opera Descrittione delle torri marittime del Regno... (ms presso la Biblioteca comunale di Palermo).
Come tutte le torri "camillianee" è a pianta quadrata, con scarpa accentuata che misura all'esterno oltre nove metri e all'interno quasi sei, e copertura a terrazza, in muratura di pietra intonacata; il varco di accesso è collocato sul prospetto verso monte, al di sopra del cordolo, a suo tempo probabilmente raggiungibile mediante scala retraibile.