Spotorno, anticamente parte del Comitato di Noli, nel XII secolo divenne feudo del Vescovo di Savona, che già nel 1180 risulta in possesso del castello. La fortificazine ebbe vita travagliata: abbattuta all'inizio del Duecento, fu restaurata nel 1218 ma fu nuovamente distrutta dai cittadini di Noli che attaccarono Spotorno nel 1227.
Riedificato nelle sue forme attuali tra il Duecento e il Trecento, nel 1333 fu acquistato dal Comune di Savona e nella seconda metà del Cinquecento passò al casato dei De Loterio che ne ebbero il possesso sino al 1916.
Nel 1933 fu sottoposto a vincolo di tutela dalla Soprintendenza ai Beni Architettonici.
La fortezza, su un colle opposto a quello dove si trova la torre Coreallo, si erge sulla nuda roccia che affiora in più punti. Ha pianta grosso modo rettangolare, è costruita in muratura mista di pietra e mattoni, con spigoli di pietre squadrate, e ha conservato guardiole pensili sugli angoli. La cortina di nord-ovest, con base leggermente scarpata, presenta strette feritoie al coronamento, dove correva il camminamento di ronda, in parte ancora praticabile.
Evidenze di caditoie si trovano sulla cortina di sud-ovest, sopra la porta di ingresso centrale, e sulla cortina di nord-est davanti alla quale sono rimasti residui delle mura perimetrali del comprensorio; nella parte bassa delle cortine si aprono cannoniere per bocche da fuoco a lunga gittata, di epoca presumibilmente cinquecentesca.
All'interno del castello restano tracce delle suddivisioni interne nella parte verso monte, mentre nella metà anteriore doveva esserci una piazza d'armi.