Sulla cresta dell'onda

Taggia: castello

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Taggia vista da Castellaro sul versante opposto della valle

Risalendo la valle Argentina percorsa dall'omonimo torrente, alle spalle di Arma di Taggia, con la sua torre cinquecentesca, si raggiunge Taggia, tipico borgo medievale ricco di storia. Oggi è famosa per la varietà di oliva detta "taggiasca", che si dice introdotta dai Benedettini nel XII secolo.

Prende nome dall'insediamento romano Tabia nel fondo valle, e fu probabilmente fondata in epoca altomedievale dopo l’invasione dei Rotari. La sua antica rilevanza è testimoniata dalle tre cerchie concentriche di mura, edificate in epoche diverse, e da numerosi palazzi civili e religiosi di gran pregio architettonico. In un primo tempo fece parte del comune di Albenga e poi fu dei Clavesana e, dal 1228, di Genova.

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Entrata del castello, a ovest, con la base della torre crollata

Abbarbicata sul colle, è dominata dalle rovine del castello, attorno al quale si sviluppò il nucleo originario del borgo, che si raggiunge attraverso la Porta dell’Orso; in seguito si sviluppò verso valle, ed è quindi attraversata in verticale da ripide crose, i viottoli a gradoni tipici della tradizione ligure.

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Il nucleo più antico era circondato dalla prima cerchia di mura mentre il secondo perimetro fortificato, sempre di epoca medioevale, fu edificato poco più in basso, con quattro porte. La terza cerchia di mura, alla base del paese, fu innalzata intorno alla metà del XVI secolo per racchiudere l'intero abitato, che si era sviluppato sino al fondo valle.

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I ruderi del castello dall'alto di Castellaro
(Foto V. Rossi, 25 maggio 2006)