Sulla cresta dell'onda

Taggia: torre cinquecentesca

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Taggia nella tavola di Matteo Vinzoni da Il Dominio della Serenissima Repubblica di Genova in terraferma, 1773, edizione anastatica in 2010 copie dell'Istituto Geografico De Agostini, pubblicata nel 1959 in occasione del cinquantenario (1905-1955) della Compagnia Imprese Elettriche Liguri (C.I.E.L.I.), (coll.priv.), di cui l'originale, in due volumi, si trova presso la Biblioteca Civica Berio di Genova.
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Taggia, l'antica "Castrum Tabia" fondata tra i secoli XI e XII e soggetta ai Marchesi di Clavesana, fu munita di un castello, distrutto per rappresaglia nel 1204 dai Genovesi che, di lì a qualche anno, aquistarono Tabia dai Clavesana.

Il Castello fu ricostruito ed era ancora in funzione nel tardo Settecento, poiché è rappresentato sia in un quadro dell'epoca, conservato presso il Comune di Taggia, sia nella pianta della città nell'atlante del Vinzoni.

Nel Cinquecento furono realizzate ulteriori misure difensive contro le incursioni dei Saraceni, che compresero l'ampliamento delle mura attorno all'intero nucleo abitato fino al torrente Argentina, munite di otto porte e otto torri, di cui oggi sussistono - adiacenti al convento dei Domenicani - la torre dell'Orso e la torre del Ciazzo, a poca distanza.

Procedendo verso nord lungo la via principale del borgo antico si raggiunge ancora una torre, seminascosta alla vista dalla folta vegetazione che la ricopre. Come le precedenti, è di forma tronco-conica, dalla struttura robusta in pietra, con scarpa modesta, cordolo di raccordo allo scudo superiore e ampie feritoie per artiglieria.

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A sinistra la torre sul versante costeggiato dalla via Anfossi
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La griglia protegge l' accesso ad un vano profondo al di sotto del livello stradale e ad un vano superiore rivolto a sud.
Foto W. Rossi, 15 dicembre 2007