Taggia, l'antica "Castrum Tabia" fondata tra i secoli XI e XII e soggetta ai Marchesi di Clavesana, fu munita di un castello, distrutto per rappresaglia nel 1204 dai Genovesi che, di lì a qualche anno, aquistarono Tabia dai Clavesana.
Il Castello fu ricostruito ed era ancora in funzione nel tardo Settecento, poiché è rappresentato sia in un quadro dell'epoca, conservato presso il Comune di Taggia, sia nella pianta della città nell'atlante del Vinzoni.
Nel Cinquecento furono realizzate ulteriori misure difensive contro le incursioni dei Saraceni, che compresero l'ampliamento delle mura attorno all'intero nucleo abitato fino al torrente Argentina, munite di otto porte e otto torri, di cui oggi sussistono - adiacenti al convento dei Domenicani - la torre dell'Orso e la torre del Ciazzo, a poca distanza.
Procedendo verso nord lungo la via principale del borgo antico si raggiunge ancora una torre, seminascosta alla vista dalla folta vegetazione che la ricopre. Come le precedenti, è di forma tronco-conica, dalla struttura robusta in pietra, con scarpa modesta, cordolo di raccordo allo scudo superiore e ampie feritoie per artiglieria.