Sulla cresta dell'onda

Termoli, Castello o "Torre Sveva"

Il castello di Termoli, o Torre Sveva (v.nota 1), si erge presso il limite sud-ovest del promontorio che delimita il borgo antico di Termoli. Occupa una posizione dominante sia rispetto al mare che alla terraferma.

È la torre più consistente della costa molisana e, insieme alle torri di avvistamento dislocate sulla costa, ha svolto un ruolo fondamentale di difesa, ma è stato anche avamposto nello scacchiere difensivo della Capitanata in un'epoca precedente lo sviluppo delle torri costiere, cioè sin dai tempi dei Normanni.

Durante il periodo delle incursioni saracene comunicava a nord con la torre Sinarca, dalla quale dista 3 km in linea d'aria, e a sud con la torre di Campomarino, distante 3,5 km (miglia 4 secondo il marchese di Celenza Carlo Gambacorta).

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Veduta d'insieme del nucleo abitato della città di Termoli, nel quale il castello occupa una posizione predominante (archivio A. Mucci)

Notizie storiche

IX sec. circa: periodo di edificazione, durante la dominazione normanna, risultante in due torri sovrapposte, innestate nella cinta muraria, con ingresso nella torre superiore.
1241-1245: viene redatto dai "provisores" di Federico II di Svevia uno "Statutum de reparatione castrorum" che consiste in una dettagliata ricognizione delle fortezze regie e delle loro condizioni. Il castello di Termoli è inserito tra i 23 "castra" di Capitanata e viene segnalato come castello da "riparare". È in questo periodo che Federico II vi interviene, conservando la costruzione normanna come nucleo centrale e fecendo sviluppare, attorno a questa, una nuova struttura con basamento a scarpa.
1465: un violento terremoto interessò la città di Termoli e gran parte del Molise, danneggiando la Cattedrale e il Castello; infatti una profonda lesione, evidente sul prospetto nord-ovest, fa pensare ad un intervento avvenuto su un manufatto degradato. In questo periodo viene adattato alle nuove armi da fuoco. Probabilmente è in quest'epoca che assume lo schema quadrilatero con torri angolari.
1594: i disegni effettuati dal Gambacorta durante la sua visita alle torri di Capitanata, nella scheda della torre Sinarca, evidenzia anche il centro fortificato di Termoli comprendente il castello, con il quale tale torre comunicava.
1703: il disegno in prospettiva dell'abate Pacichelli mostra ancora il castello, le mura e le torri con cui questo comunicava.
XVIII sec.: in tale periodo il castello fu luogo di prigionia, tant' è vero che i reclusi lasciarono segni visibili tuttora nella parete di una delle stanze inferiori (v.nota 2).
1833: è sede del telegrafo ed asta
1857: vi viene aperto l'ufficio del telegrafo.
1889: uno dei locali sotterranei viene adattato a serbatoio d'acqua.
1902: è dichiarato monumento nazionale.
1909: in base ad un regolare contratto, il Municipio di Termoli cede la torre al Ministero della R. Marina, che vi collocherà una stazione di vedetta, riservando per sé i due vani a nord e a ovest, compresi tra il maschio centrale e i bastioni.
1920: il sindaco di Termoli, dott. Basso Ragni, preoccupato per le gravi condizioni in cui giaceva il manufatto nel lato nord-ovest, chiede un intervento del Ministero della Marina. Il 1° ottobre iniziano i lavori di consolidamento, a cura del Genio Militare per la R. Marina di Ancona, consistenti nella costruzione di 5 contrafforti alla base del lato nord-ovest e svuotamento del serbatoio d'acqua, considerato la causa delle infiltrazioni. (ASCB - (v.nota 3)
1928: accogliendo la richiesta di disponibilità da parte della R. Marina dei locali della Torre Sveva per adibirli a stazione di vedetta antiaerea, in caso di mobilitazione per ragioni di difesa dello Stato, il Podestà, avv. Angelo Cieri, riesce a far restaurare, a spese del Ministero della Marina, "il torrione al lato occidentale del castello… e il pavimento del loggiato sul maschio del castello" .
21 dicembre 1945: il Comune di Termoli concede il nulla osta alla Regia Aeronautica per l'impiego del castello come sede di una stazione meteorologica, accollandosi l'ordinaria manutenzione.
1958: si prevede la realizzazione del Sacrario ai Caduti nei locali sotterranei del castello, per il quale si eseguono alcune modifiche.
1960: l'Aeronautica Militare stanzia L. 3.000.000 per lavori d'intervento sulla muratura esterna della zona intorno all'orologio e il consolidamento della malta delle murature, soggetta ad un processo di disgregazione provocata da fattori microclimatici. (v.nota 4)

Note

1)  Così definito in alcuni documenti.
2)  Per le date IX sec. -1241-1245-1465-1594-1703-XVIII sec.- vedi CARUSO A., Il castello di Termoli e la difesa costiera molisana, Termoli, 1995, pp. 75-78.
3)  Le date sopra proposte, segnalate con la sigla ASCB ( Archivio di Stato di Campobasso), riguardano il documento "Memoria relativa al sopraluogo avvenuto il giorno 2 marzo 1920 a Termoli fra un rappresentante della stazione staccata del Genio Militare per la R. Marina di Ancona ed uno dell'ufficio Genio Civile di Campobasso e riferentisi alla Torre Sveva esistente nella predetta località", visionato direttamente presso tale archivio nel fondo "Genio Civile", fascicolo "Termoli".
4)  Per le date 1833-1857-1889-1902-1909-1928-1945-1960 vedi CARUSO, Il castello cit., pp. 75-78.
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A sinistra, il castello di Termoli nel 1898 (archivio A. Mucci)
A destra, il castello oggi: la parte superiore ospita l'Aeronautica Militare, quella inferiore è utilizzata dall'Amministrazione Comunale per l'allestimento di mostre (archivio A. Mucci)

Descrizione

Il castello di Termoli è composto di 2 grandi volumi sovrapposti. Il 1°, che costituisce il basamento, ha la forma a tronco di piramide a pianta quadrata, è dotato di torrette circolari in corrispondenza dei quattro spigoli; il 2° è una torre, anch'essa quadrangolare, il "donjon", ma di dimensioni più ridotte, che poggia sul basamento ed ha una notevole altezza.

L'edificio è realizzato con pietra calcarea e arenaria, entrambe in conci squadrati e no; sono visibili anche aggiunte di mattoni in diverse zone, effettuate nel corso dei secoli.

Il suo aspetto ci disorienta circa il periodo di fondazione e le esatte motivazioni che giustificano la sua costruzione. Probabilmente l'impianto originario risale all'epoca normanna con solo scopo difensivo. In seguito, Federico II, nell'ambito di un preciso piano di riorganizzazione militare del reame, restaurò e potenziò le opere fortificate dei Normanni, tra cui anche quella di Termoli.

Il piano terra, a quota leggermente superiore rispetto all'attuale piano stradale - anticamente interessato, in parte, da un fossato difensivo - è articolato in quattro grandi ambienti a pianta rettangolare e copertura a botte; gli ambienti erano comunicanti, tranne quello sul lato nord-est che, probabilmente in epoca federiciana, fu suddiviso in due sale, una delle quali con funzione di cisterna. Le sale erano adibite a magazzino e deposito; la comunicazione tra il piano terra e il 1° piano è attualmente possibile tramite due scale di epoca moderna, ma probabilmente, anticamente erano servite da scale lignee.

Al 1° piano vi sono due sale denominate "Corridoi degli Arcieri", dove sono situate le quattro torrette circolari: questo in origine era l'unico accesso al castello, posto sul lato nord-est dove, in corrispondenza di una tamponatura moderna, si conservano le mensole funzionali allo scorrimento delle funi che, azionate da argani, permettevano l'apertura del ponte levatoio.

Le sale dei Corridoi degli Arcieri, a pianta rettangolare e a copertura a botte, tra loro comunicanti, presentano inoltre numerose feritoie per arcieri, balestrieri e archibugiere. Da qui, tramite una scala lignea, si passava al terrazzo, da cui era possibile entrare nella torre centrale, abitualmente utilizzata come abitazione. Tale zona si sviluppa su tre piani, collegati tra loro da scalette in muratura, e risulta fortemente modificata dagli interventi di inizio secolo.

È stato utilizzato come avamposto militare del territorio pugliese e per l'avvistamento e la segnalazione, e come posto di controllo e sosta-rifornimento sull'antica via di comunicazione che, lungo il mare, porta alla Capitanata.

Stato attuale

Oggi la parte alta del castello è presidiata dall'Aeronautica Militare che utilizza le stanze del torrione superiore, le quali sono state completamente stravolte. Sulla terrazza campeggia la stazione metereologica che deturpa l'intera architettura antica. Negli ambienti al piano terra, sulla destra dell'ingresso, vi sono alcuni vani, un tempo utilizzati come prigioni, interessanti per la presenza di scritte e disegni antichi.

Al 1° piano, le gallerie di difesa sono solitamente utilizzate dall'Amministrazione comunale durante la stagione estiva, per ospitare mostre di pittura, fotografia etc.

Complessivamente tutte le sale presentano caratteristiche analoghe e le feritoie sono chiuse da serramenti metallici; sia sulle volte che sui muri sono visibili integrazioni o totali sostituzioni dei materiali originari con mattoni, così come si notano anche malte di diversa colorazione e composizione.

Le mura esterne sono state invase dalla vegetazione e sono vittima dell'azione erosiva dei venti, dell'acqua piovana e della salsedine, che nel corso dei secoli ha causato il distacco di grandi quantità di materiali dalla muratura, reintegrate con cemento.

Foto e testi di Alessandra Mucci, gennaio 2010
e-mail: alessandramucci@libero.it