Sulla cresta dell'onda

Termoli (CB), loc. Colle della Torre: Torre Sinarca

La torre Sinarca è situata su uno strato di agglomerato ghiaioso, a circa 3 m sul livello del mare, presso la foce del torrente Sinarca, oggi misero canale di deflusso, ma in epoche precedenti di portata sufficiente a farne, lungo tutto il percorso, un pescoso fiume per l'intero arco dell'anno; è in posizione infossata rispetto alla strada (la litoranea SS 16), ma a diretto contatto con la fascia di sabbia, in località Colle della Torre, a Termoli (Cb) (v. nota 1).

Rientra tra le 25 torri che, tra Manfredonia e il fiume Trigno, costituivano il sistema difensivo della Capitanata.

Comunicava a nord con la torre di Petacciato, dalla quale dista 6,5 km (miglia 4, secondo le distanze calcolate dal Gambacorta nel 1594), a sud col castello di Termoli (mentre il marchese di Celenza Carlo Gambacorta la situa a 6 miglia di distanza dalla torre di Campomarino).

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Disegno del Gambacorta: a sinistra, in prospettiva, la città di Termoli; in alto a destra il sito dove sorge il manufatto e in basso il prospetto e la pianta, ed. MARINO, La difesa costiera contro i Saraceni e la visita del marchese di Celenza alle torri di Capitanata, Campobasso, 1977, pp. 54, 55.

Notizie storiche

1568: anno di edificazione dal costruttore spagnolo Cristiano de Villanova
1576: torriero cap.le Gentile Scipione (A.S.NA.)
1594: relazione del marchese di Celenza Carlo Gambacorta, il quale indica la necessità di riparazioni contro la pioggia e suggerisce di provvedere alla costruzione di una finestra, dal costo di ducati 5; propone inoltre per tale torre la dotazione di un falconetto e di uno smeriglio come armi necessarie e segnala, infine, l'assenza di artiglieria, la motivazione di tale mancanza può essere spiegata con la povertà del territorio circostante la torre e la distanza dai centri importanti della costa (v. nota 2)
1610: torriero cap.le Finicchiaro Orazio (A.S.NA.)
1616: torriero cap.le Finocchiaro Orazio (A.S.NA.)
1674: torriero cap.le Finocchiaro Orazio (A.S.NA.) (v. nota 3)
1777: risulta custodita dagli Invalidi e inabitabile
1842: abbandonata perché distante 2 miglia da Termoli (v. nota 4)
1955: ridotta a ruderi in base a una riproduzione fotografica di Neri Scerni
1963: restaurata e ristrutturata ad uso ristorante e stabilimento balneare; corpi aggiunti
1984: in base alla legge 1° giugno 1939 n. 1089 riguardante la tutela delle cose d'interesse artistico o storico, l'immobile "Torre del Sinarca" viene sottoposto a tutte le disposizioni di tutela in essa contenute. (v. nota 5)
termoli_sinarca2 A sinistra disegno e note del Gambacorta sulla torre; a destra una riproduzione dell'abate Pacichelli, risalente al 1700, del borgo di Termoli e del manufatto, per il quale, in corrispondenza dell'ingresso, disegna una scala, ed. MARINO, La visita cit. cit., pp. 55, 56.

Relazione del marchese di Celenza Carlo Gambacorta, 1594

"Questa 24 Torre detta Senarca in territorio di Termoli sta distante dalla retta torre di Campomarino miglia sei, e verso l'Abruzzo dalla torre di Petacciata altre quattro miglia.

Ben posta di buona fabbrica guarda la spiaggia,… fiume della Senarca, vicino issa torre dalla parte di Bari. Ha corrispondenza verso Abruzzo con la torre di Petacciata e verso Bari non ha corrispondenza, eccetto con Termoli. Bisogna un falconetto e uno smeriglio per guardar detto fiume. È necessario conciarse l'astraco della piazza, scoprirla che piove, e farci la finestra di legno che ci vuole ducati cinque." (v. nota 6)

Descrizione

La sua forma rientra nel tipo di torre del periodo vicereale spagnolo. È a base quadrangolare, di circa 11 m per lato e uno sviluppo in altezza, a tronco di piramide di circa 12 m. Tale forma architettonica era considerata più sicura nella difesa in caso di attacco, in quanto le artiglierie potevano essere piazzate su tutti i lati, dato che le torri come questa, situate direttamente sulla spiaggia erano propriamente di "difesa", rispetto a quelle più arretrate, che erano solo di "avvistamento".

È dotata di tre caditoie per lato che sorreggono il parapetto. È sostenuta da grosse mura nel piano dello zoccolo e nelle fondamenta, fatte con ciottoli di fiume e pietra, legate da una malta; la copertura e le volte sono a "botte", realizzate con mattoni di fornace. L'ingresso è situato alla base; l'interno è costituito di due piani sovrapposti ed il terrazzo. Nel primo piano era collocata la stalla per i cavalli, mentre nel secondo il locale degli armamenti, adibito anche per il riposo dei soldati. Al vano superiore si accede attraverso un'apertura ricavata sulla volta, tramite una scala di legno. Le pareti hanno due finestre, una che guarda verso il mare, l'altra che si apre sul portone d'ingresso. Al terrazzo si accede passando attraverso una botola con scala retrattile.

termoli_sinarca3 Foto della torre risalente agli anni Cinquanta, quando si presentava ancora in stato di rudere (archivio A. Mucci)

Stato attuale

La torre è stata restaurata e ristrutturata da parte di privati nel 1963 e, pur appartenendo ancora al demanio marittimo, è stata adibita a ristorante e stabilimento balneare. Prima del restauro, in una foto di Neri Scerni risalente al 1955, appare diroccata e fatiscente.

Durante tale restauro è stato ricostruito il paramento in pietrame e laterizi delle aperture e delle caditoie, sono stati aggiunti però dei falsi merli e un corpo, adiacente alla torre lato mare, a servizio del ristorante (v. nota 7).

A tal proposito si è espresso in maniera negativa il Faglia nella sua relativa scheda del 1976 " la torre è stata restaurata abbastanza di recente; le foto riprodotte da Neri Scerni nel 1955 danno la torre molto ammalorata e abbandonata. È evidente una tessitura muraria molto povera, mista di pietra minuta e di mattoni. Dall'esame della foto risulta evidente che le condizioni erano tali da scoraggiare ogni buona volontà. E invece, anche se con un cattivo restauro, anche se con quel povero corpo aggiunto verso mare, costruito senza pietà e senza rispetto e con pochi soldi, la torre si è salvata ancora per un poco di anni… Prospettive di restauro: deciso restauro del restauro con abbattimento dei falsi merli e rifacimento del corpo aggiunto a mare con ben studiato distacco" (v. nota 8).

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La torre del Sinarca nelle sue condizioni attuali, dopo l'intervento di restauro del 1963, quando è stato aggiunto un corpo adiacente alla torre, che è stata adibita a ristorante e stabilimento balneare (archivio A. Mucci)

Note

1)  Soprintendenza archeologica per i Beni Ambientali Architettonici Artistici e Storici del Molise. Termoli (cb)- Torre Sinarca - Relazione storico-artistica,1984.
2)  Carlo Gambacorta studiato tramite il contributo di MARINO L., La difesa cit., Campobasso, 1977, p. 54
3)  I documenti riferibili alle date sopra proposte, segnalate con la sigla A.S.NA. (Archivio di Stato di Napoli), sono stati direttamente visionati presso tale archivio, nel fondo Torri e Castelli, indice Torri di Capitanata.
4)  Per le date 1568-1777-1842 vedi FAGLIA V., Visita alle torri costiere di Capitanata (1594-1976), Roma, 1977, p. 42.
5)  Ministero per i Beni Culturali e Ambientali, decreto in cui la torre Sinarca è dichiarata di particolare interesse ai sensi della legge 1° giugno 1939 n. 1089 , Roma, 4 feb 1984
6)  Carlo Gambacorta da FAGLIA, Visita, cit. p.42.
7)  CARUSO M. A., Il castello di Termoli e la difesa costiera molisana, Termoli, 1995, p. 66.
8)  FAGLIA, Visita cit., pp. 42-43.
Foto e testi diAlessandra Mucci, gennaio 2010
e-mail: alessandramucci@libero.it