Sulla cresta dell'onda

Genova: la torre saracena della chiesa di San Nazario

sannazzaro2 P. D. Cambiaso, acquerello, da Pietro Patrone e Gianluigi Blengino, La Liguria di Levante nell'Ottocento dalle vedute di P. D. Cambiaso, Genova, E.C.I.G., 1983
sannazzaro3 La Chiesa in una fotografia di fine Ottocento (da Vigliero, op.cit.)

In via San Nazaro, a Punta Vagno, sorgeva una chiesa dedicata ai Santi Nazario e Celsio, adiacente a una pre-esistente piccola torre quadrata, eretta nel XII secolo per l'avvistamento delle navi saracene.

Si desume dal Dizionario delle strade di Genova, a cura di Bianca Maria Vigliero (vol. IV, p. 1279-80), che la strada è menzionata già nel XIV secolo in un manoscritto di un certo Argiroffo, e prende il nome dalla Chiesa dedicata ai due Santi di origine istriana (sec. V). Nel 1379 la flotta genovese aveva occupato la costa da Trieste alla Dalmazia e aveva assalito Capodistria: come presa di guerra, dalla Cattedrale erano state sottratte le salme dei Santi Patroni della città, che furono trasportate a Genova e deposte in San Lorenzo, per essere poi restituite alla città d'origine nel 1422 (da Liguria: rivista mensile di attualità a cultura, anno 58°, n.7/1991).

Esposta alle mareggiate che ne compromettevano la stabilità, la Chiesa dei Santi Nazario e Celsio fu sempre in condizioni precarie e fu ricostruita nel 1543. Nuovamente danneggiata, si approntarono i progetti di consolidamento ma, prima che si riuscissero ad avviare lavori, nel 1657 l'edificio crollò definitivamente.

sannazzaro P. D. Cambiaso, acquerello, da Pietro di Patrone e Gianluigi Blengino, op. cit.

Di lì a poco fu eretta una nuova chiesa di piccole dimensioni, a una navata, con coro e due cappelle laterali. L'adiacente torre conservò la sua fisionomia ma, venuta meno la sua originaria funzione d'avvistamento, fu trasformata in torre campanaria.

Continuamente soggetta all'azione del mare, la Chiesetta tornò a subire danni finché, ormai ridotta a rudere, fu demolita negli scorsi anni Venti, e con essa anche l'antica torre saracena, in occasione dell'apertura di Corso Italia.

(Paola Presciuttini, 10 febbraio 2007)