Sulla cresta dell'onda

Arenzano (GE), torre saracena

Secondo studiosi di storia locale, la cittadina, a pochi km a levante di Genova, ospitò un insediamento romano e deve probabilmente il suo nome alla ricca famiglia degli Arentii.

La sua fama deriva dal Gesù di Praga, ossia una statua in cera del Bambino, riccamente vestito nella foggia spagnola del Seicento, che la principessa Polissena Lobkowitz di Praga donò nel 1628 ai Carmelitani Scalzi della chiesa locale.

La devozione per il Gesù, che richiamava ad Arenzano pellegrini da ogni dove, fece sì che nel 1904 fosse eretto un Santuario, sulle alture immediatamente restrostanti la costa. Sul monumentale sagrato si innalza una colonna con la statua del Bambino Gesù. All'interno, il Presepe Artistico Permanente, il più famoso presepe in ceramica della Liguria, di Eliseo Salino. Intorno, un vasto giardino botanico dove Leon Battista Alberti realizzò una meridiana, e un vivaio di specie africane e sudamericane. Un quadrante moderno è invece dipinto sulla facciata di ponente di una villetta alle falde settentrionali della città.

Alle spalle del Santuario si erge la torre saracena, che si dice risalente al X secolo. È un piccolo manufatto a pianta quadrata, come molte altre fortificazioni minori: l'assenza di scarpa e la pianta quadrangolare sono funzionali al tipo di armi d'offesa impiegate nel Medioevo; viceversa, l'ispessimento della base scarpata e la pianta poligonale o circolare delle opere cinquecentesche hanno rispettivamente il compito di assorbire colpi di armi pesanti e lunghi assedi, e di offrire al tiro nemico un bersaglio più sfuggente. La muratura è di pietra e mattoni, quindi non molto robusta.

arenzano1 Lo spigolo di sud-est
arenzano2 Lo spigolo di nord-est

La torre si articola su due piani con terrazza di copertura, in anni recenti soprelevata e trasformata in veranda; risulta infatti che, anche se oggi in stato di abbandono, il manufatto sia stato in passato adibito ad abitazione privata.

All'altezza del parapetto originario, di cui sopravvivono pochi resti, sono rimasti i beccatelli di appoggio delle antiche caditoie che, rispetto ad altre torri saracene, presentano la peculiarità di partire dallo spigolo di ciascuna facciata.

L'accesso, come di consueto soprelevato rispetto al piano di campagna originario, si trova a ponente. Le attuali finestre sono evidentemente di epoca moderna.

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La facciata ad ovest
(Paola Presciuttini, 20 giugno 2005)