Sulla cresta dell'onda

Bordighera, torre Beraldi o di Sapergo

Una torre di avvistamento esisteva sul Promontorio di Sant'Ampelio già nel XII secolo, poi distrutta dalla Repubblica.

Tuttavia il primo insediamento risale al 1470, quando parte della popolazione di Borghetto San Nicolò decide di trasferirsi nella località nota come "La Burdigheta", perché zona accogliente e favorevole alla creazione di una nuova comunità.

All'inizio del secolo successivo il borgo risulta difeso da cento fuochi, atti a respingere le scorribande saracene nonché contrastare l'espansione dei Savoia nella contea di Ventimiglia, alla quale Bordighera era soggetta come "villa", alla pari con svariati borghi limitrofi.

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Bordighera, uno de "gli otto luoghi di Ventimiglia", in Matteo Vinzoni, Il Dominio della Serenissima Repubblica di Genova in terraferma, 1773, edizione anastatica in 2010 copie dell'Istituto Geografico De Agostini, pubblicata nel 1959 in occasione del cinquantenario (1905-1955) della Compagnia Imprese Elettriche Liguri (C.I.E.L.I.), (coll.priv.). L'originale, in due volumi, si trova presso la
Biblioteca Civica Berio di Genova

Nel 1683 le "ville" si ribellano e con l'appoggio di Genova fondano una piccola repubblica indipendente, che avrà vita breve, essendo assorbita dalla Repubblica Ligure nel 1797.

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Fino alla metà dell'Ottocento Bordighera resta un piccolo borgo antico, con ville sparse negli oliveti che ricoprono i colli e la pianura. Nel 1872 si costruisce la ferrovia, il paese si estende, il suo clima mite e la bellezza del paesaggio fiorito e rigoglioso attirano i primi turisti inglesi che vi si stabiliscono e costruiscono ville opulente.

Tra queste la residenza di Clarence Bicknell, che studia i misteriosi graffiti del monte Bego, lasciati nei secoli dalle antiche genti liguri in pellegrinaggio a quella montagna sacra, e ne colloca i calchi nel Museo, insieme con ricche collezioni naturalistiche.

Oggi la villa Bicknell à sede dell'omonimo museo e dell'Istituto Internazionale di Studi Liguri - fondato negli anni Trenta dal prof. Nino Lamboglia - attivissimo nello studio e nella preservazione dell'antica civiltà ligure; tra le sue realizzazioni di fama internazionale, il restauro del centro storico di Albenga, la valorizzazione dei Balzi Rossi, il recupero della Villa Hambury con il suo prezioso parco botanico, l'esplorazione e l'apertura al pubblico delle grotte di Toirano.

Nell'area di Bordighera si trovano diverse vestigia di fortificazioni antibarbaresche, dalla torre cinquecentesca dei Mostaccini, oggi inserita nel parco di una villa privata, alle torri dell'adiacente borgo di Sasso, alla torre di Sapergo.

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La Torre Beraldi o di Sapergo, costruita a cavallo tra il XV e il XVI secolo su un poggio soprastante le cittadina, riceveva l'allarme dalla vicina torre dei Mostaccini e lo trasmetteva a Sasso e ai paesi vicini, che a loro volta lo rimbalzavano alle torri più lontane.

È un manufatto di modeste proporzioni, a pianta duadrata, con scala interna, scarpa leggera, cordolo di raccordo alla terrazza di copertura, cinta da parapetto. La merlatura odierna è di imprecisata epoca posteriore. È oggi di proprietà privata.

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(Foto Sara Campora, 15 ottobre 2007)