Sulla cresta dell'onda

Diano Calderina, torre saracena

A poca distanza dall'abitato e dalla Chiesa di Diano Calderina, frazione di Diano Marina, si trovano i resti di una torre saracena.

calderina_chiesa

È un manufatto in abbandono, fortemente deteriorato. La sua posizione e la forma circolare possono suggerire un'originaria destinazione mista, di torre d'avvistamento e di mulino a vento, come altre simili del Ponente ligure (in particolare la torre Caso, la torre di Santa Croce, la torre di Capo Cervo).

calderina1

Vista da ponente sembra in buono stato ma, in realtà, sul versante di sud-est è completamente sventrata ed è totalmente priva di copertura. La muratura è di pietre rozzamente squadrate, irregolari, disposte a corsi orizzontali, con tracce dell'intonaco originale sia all'interno sia all'esterno della torre. Il varco di accesso è sul versante a nord.

calderina2
calderina3
calderina3a
Attraverso il varco si intravede Diano Marina in distanza

La caratteristica peculiare di questa torre è che sulla copertura del vano a volta si trovava un secondo corpo, di diametro più stretto, di cui restano solide tracce nel versante di ponente. Si può ipotizzare che fosse il braciere da cui partivano i segnali di fuoco e di fumo per allertare la popolazione e le torri in allineamento (resti di un altro braciere, collocato invece in prossimità del manufatto, si trovano presso la torre di Punta Manara).
All'interno ci sono tracce di un terzo muretto basso, come fosse un sedile, profondo circa 30 cm.

calderina4
La torre da ovest; capo Cervo sullo sfondo
calderina1972b

La torre di Diano Calderina all'inizio degli anni Settanta, dall'archivio fotografico dell'artista dianese Paolo Scati, che nel 1972 ne sollecitò invano il restauro.

Come riferisce l'articolo a firma di F. Biga nella Rivista Periodica di Studi Storici e Artistici della Communitas Diani (anno 2000/01 pag. 21-26), la torre era collegata all'oratorio della chiesa di San Giacomo, situato a circa mezzo chilometro dal borgo, per mezzo di una galleria sotterranea lunga meno di un centinaio di metri. Tornò ad esercitare un ruolo attivo nella difesa del territorio, nel periodo 1747-1815, quando ci fu una ripresa di incursioni, sembra anche da parte di navi sabaude, in concorrenza con i Barbareschi nella caccia alle navi nemiche.

calderina1972a
calderina1972c

Un altro elemento di particolare interesse sta nel fatto che sulla torre erano incisi ben due graffiti di navi: una probabile galea, all'esterno della torre, a est del varco di ingresso, a oggi esistente; e un probabile sciabecco all'interno della torre, sul versante meridionale, fotografato nel 1972 e poi crollato.

calderina_graffito2
La posizione del graffito esistente sulla parete esterna della torre;
sotto, il particolare;
l'ultima immagine, del 1972, rappresenta lo sciabecco definitivamente perduto
calderina_graffito
calderina_graffito1

Sulla parete della canonica della Chiesa, in prossimità della torre, si trova una meridiana con motto.

(Foto attuali di Vilma Rossi, 25 marzo 2005)