Sulla cresta dell'onda

Sabaudia (LT): torre Paola

La graziosa cittadina fu fondata nel 1933, in occasione dell' opera di bonifica dell'Agro Pontino, precedentemente plaga paludosa e malarica coperta da fittissima macchia. Sulla costa, parallelo al Tirreno, si estende per quasi 7 km di lunghezza il cosiddetto "lago di Sabaudia", ossia una stretta laguna dalla profondità massima di circa 15 m, che non supera i 250 m di larghezza, salvo nella parte meridionale che raggiunge i 500 m, ed è separata dal mare da una caratteristica ampia duna su cui attecchisce la tipica vegetazione mediterranea.

All'estremità meridionale del "lago", ai piedi del monte Circeo, si attraversa il porto-canale di Paola, emissario del lago, costruito dai Romani in opus reticulatum, che le loro navi risalivano per la navigazione interna.

Sulla chiusa a valle del canale si trovano due stemmi papali e un'epigrafe che ricorda il restauro commissionato da Innocenzo XIII nel 1721.

torrepaola

Al di là di esso, su un promontorio che chiude il piccolo arco di costa detto "porto di Ulisse", alle falde del Monte, si erge la torre Paola, eretta intorno al 1540 dal papa Paolo III (Alessandro Farnese, 1468-1549) a difesa del porto-canale.

È una maestosa struttura di circa 26 m di altezza, a pianta circolare, in ottimo stato di conservazione; ha le linee tipiche delle torri di avvistamento, con base a scarpa, cordolo di raccordo al corpo cilindrico, e terrazza di copertura con basso parapetto verso mare, munito di caditoie poggiate su fitti beccatelli. Verso monte permane l'alto scudo a protezione degli artiglieri e delle batterie situate sulla piazza d'armi.

Al di là dello sperone roccioso su cui è impostata la torre si trovano svariate piccole grotte con resti di fauna fossile.

Del resto la zona intera è molto suggestiva per gli strapiombi scoscesi e le 43 grotte che si aprono lungo la costa, dalla Grotta Guittari dove fu rinvenuto un cranio di Uomo di Neanderthal, alla Grotta Azzurra dalle belle tonalità di colore che vanno dal verde acqua al violetto, alla Grotta delle Capre dalle maestose volte, alla Grotta del Presepio, così chiamata per le formazioni rocciose che assumono le forme di figure da presepio.

(Foto Chiara Prex., 20 maggio 2005)