Sulla cresta dell'onda

San Leo (Pesaro): Torre di Cagliostro

torre_cagliostro1 Una delle torri quadrangolari malatestiane della Rocca di San Leo

San Leo si trova a circa 600 metri sul livello del mare, in posizione dominante sull' Urbinate e sul Montefeltro fino all'Adriatico.

Il primo insediamento fu probabilmente creato dagli Umbro-Sabelli, ai quali subentrarono i Romani che sul monte costruirono un tempio a Giove Feretrio, al quale si offrivano le spoglie dei nemici vinti in battaglia.

Si ritiene, infatti, che il console Marcello (III sec. a. C.) qui consacrasse a Giove le armi dei Galli da lui sconfitti, mentre dal nome del Monte Feretrio derivò quello di Montefeltro.

Nel IV sec. d. C. il luogo prese il nome da Leone, poi divenuto santo, in fuga - insieme con San Marino che si stabilì nell'omonima città - dalla Dalmazia, dove imperversavano le persecuzioni dei Cristiani volute da Diocleziano.

Nel 961-963 la cittadina fu persino capitale del Regno d'Italia creato da Berengario II, fino alla riconquista da parte di Ottone I, imperatore del Sacro Romano Impero. Ospitò Dante, che la ricorda nella Divina Commedia, e San Francesco che viveva nei dintorni in eremitaggio.

torre_cagliostro2 Un cunicolo della Rocca

Tra i monumenti di particolare interesse, oltre al Duomo romanico del 1173, si ammira la Rocca imprendibile all'apice di uno strapiombo. Il primitivo nucleo altomedioevale fu ampliato tra il XIII e il XIV secolo, quando i Malatesta riuscirono a sottrarre San Leo ai Montefeltro, con l'aggiunta di torri quadrangolari a difesa del mastio medievale; e fu definitivamente trasformato in fortezza tra le più ammirate e inespugnabili dell'epoca, nel 1479, presumibilmente dall’architetto senese Francesco di Giorgio Martini.

Adibita a prigione, tra gli "ospiti" più famosi della Rocca si ricorda Giuseppe Balsamo, noto come Conte di Cagliostro, che vi morì dopo quattro anni di prigionia, nel 1795.

Nato a Palermo nel 1743, era questi un avventuriero, sedicente taumaturgo, alchimista e veggente, nonché comprovato falsario.

Fu ospite delle Corti d'Europa e avvinse i Potenti, tra cui l'imperatrice Caterina di Russia, con il suo ipnotico carisma.

Espulso dalla Francia, si stabilì a Roma, proclamandosi "Gran Copto di rito egizio", ma fu denunciato dalla moglie e condannato a morte dal Tribunale ecclesiastico per stregoneria. Prima rinchiuso in Castel Sant'Angelo, fu poi sepolto vivo nella Rocca di San Leo.

(Paola Presciuttini, 20 marzo 2005)