Sulla cresta dell'onda

Vallecrosia (IM), "Torrione"

Vallecrosia si trova alla foce del torrente Crosa, sul Ponente Ligure, tra Ventimiglia e Bordighera. Il nome significa probabilmente "valle chiusa", con riferimento all'andamento della valle retrostante, lunga e stretta.

Il primitivo insediamento - che testimonianze archeologiche indicherebbero risalire al VI sec. a.C. - abitato dai Liguri, fu occupato dai Romani e successivamente fu soggetto alle invasioni barbariche e alle scorrerie saracene. La popolazione si rifugiò quindi sulle alture, dove oggi sopravvive il borgo antico.

Appartenne al territorio di Ventimiglia come ''villa'' satellite, anche dopo l'annessione di quest'ultima alla Repubblica di Genova verso la metà del Duecento, fin quando la Superba non accolse le richieste di indipendenza delle "ville", che si costituirono in piccola repubblica con il nome di "Magnifica Comunità degli Otto Luoghi" (con Bordighera, Borghetto S. Nicolò, Camporosso, S. Biagio, Sasso, Soldano e Vallebona).

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Vallecrosia nella carta de Gli Otto luoghi di Ventimiglia, da Matteo Vinzoni, Il Dominio della Serenissima Repubblica di Genova in terraferma, 1773, edizione anastatica in 2010 copie dell'Istituto Geografico De Agostini, pubblicata nel 1959 in occasione del cinquantenario (1905-1955) della Compagnia Imprese Elettriche Liguri (C.I.E.L.I.), (coll.priv.). L'originale, in due volumi, si trova presso la Biblioteca Civica Berio di Genova

Divenne comune autonomo nel 1848 e si sviluppò sulla costa, dove oggi sorge il prospero nucleo moderno, detto Vallecrosia Piani. Qui emerge, per la sua singolarità, il Museo della Canzone italiana, ospitato all'interno di una vecchia vaporiera del 1910, adeguatamente ristrutturata.

Nel Cinquecento il borgo subì la pressione delle incursioni saracene capeggiate da Ulugh-Alì , detto anche Occhialì, alias il rinnegato calabrese Giovanni Galeni, e fu fortificato con un complesso di torri, di cui quattro quadrate, oggi ricordate nello stemma della Cittadina, tra le quali spicca il "Torrione".

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E', questo, una struttura robusta a pianta circolare, con residui dell'alto scudo a protezione della piazza d'armi, in una nicchia del quale, in tempi recenti, è stata inserita una statua a soggetto sacro; il torrione presenta la consueta base ad alta scarpa, il cordolo di raccordo alla soprastante piazza d'armi, e accesso rialzato sul versante a Tramontana. In origine si ergeva in prossimità della costa finché, nel 1871, non fu costruita la ferrovia con la sua massicciata, che lo isolò alle spalle della linea ferrata.

Attualmente è situato all'estremità meridionale del parco annesso al convento delle Suore di Sant'Anna, che conducono diversi istituti scolastici.

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vallecrosia3 Particolare dello scudo a difesa della piazza d'armi, visto da monte
vallecrosia4 La scala di accesso alla piazza d'armi, ricavata nello spessore del muro

Dal 10 al 17 agosto 2005 Vallecrosia ha rivissuto le sue tradizioni medievali attraverso convegni, mostre, sagre gastronomiche e spettacoli teatrali, improntati al tema della rievocazione storica.

Foto V. Rossi, agosto 2005