La torre della Caprazoppa, a picco sul mare all'apice del promontorio che delimita a ovest il territorio del Finalese, domina il litorale da Capo Mele a Capo Noli con le medesime funzioni anticorsare delle consimili nel Ponente ligure, alle quali era collegata otticamente.
Simile alla vicina torre di San Donato, ha base quadrata di circa 4,50 metri di lato ed è alta circa 9,00 metri. È costruita in muratura mista di pietre irregolari e mattoni, messi in opera ad opus incertum. Gli spigoli sono invece rinforzati con blocchi di pietra squadrata.
È caratteristica l'assenza del cordolo di raccordo tra la base, leggermente scarpata, e il corpo verticale. Abbastanza ben conservata, ha mantenuto le guardiole secentesche agli angoli opposti di sud-est e di nord-ovest, probabilmente frutto di rimaneggiamenti dopo l'occupazione del marchesato dei Del Carretto da parte degli Spagnoli nel 1602.
All'interno presenta un unico vano, con volta a padiglione e finestra sul lato verso mare. Una botola, in origine munita di scala retraibile a pioli, accede al livello superiore. Entrambi i piani sono pavimentati in mattoni di cotto, disposti in file orizzontali orientate per nord-sud.
L'accesso alla torre avveniva attraverso un'angusta porticina aperta a poco più di due metri dal piano di campagna, sulla facciata orientale posta al limite dello strapiombo roccioso, all'evidente scopo di renderne difficile l'assalto.
Nel parapetto, oggi in parte diroccato ma in origine alto circa due metri, si trovano numerose aperture per bocche da fuoco mentre, in corrispondenza della porta di accesso, vi sono i resti di una caditoia a difesa del varco, probabilmente simile a quella ancora esistente nella chiesa fortificata di San Pietro a Lingueglietta.