Sulla cresta dell'onda

Taggia: torre dell'Orso e torre del Ciazzo

taggia_antica La torre dell'Orso, in una fotografia del primo Novecento (coll.priv.)

Sulla costa esisteva un nucleo abitato di orgine romana - "Costa Balenae" - abbandonato per effetto delle invasioni barbariche prima e saracene dopo.

Gli abitanti si rifugiarono nell'entroterra dove fondarono "Castrum Tabia" che, tra i secoli XI e XII, divenne un borgo fortificato soggetto ai Marchesi di Clavesana.

Fu eretto un castello, distrutto per rappresaglia nel 1204 dai Genovesi che, di lì a qualche anno, aquistarono Tabia dai Clavesana.

Il Castello fu ricostruito ed era ancora in funzione nel tardo Settecento, poiché è rappresentato sia in un quadro dell'epoca, conservato presso il Comune di Taggia, sia nella pianta della città nell'atlante del Vinzoni.

Nel Cinquecento si resero necessarie misure difensive contro le incursioni dei Saraceni, che iniziarono con l'ampliamento delle mura e continuarono fino al 1615, quando fu incluso nella cinta fortificata anche il convento dei Domenicani, il complesso monumentale più importante della Liguria occidentale.

taggia Taggia nella tavola di Matteo Vinzoni da Il Dominio della Serenissima Repubblica di Genova in terraferma, 1773, edizione anastatica in 2010 copie dell'Istituto Geografico De Agostini, pubblicata nel 1959 in occasione del cinquantenario (1905-1955) della Compagnia Imprese Elettriche Liguri (C.I.E.L.I.), (coll.priv.), di cui l'originale, in due volumi, si trova presso la Biblioteca Civica Berio di Genova

Nel 1543 Taggia aveva subito l'attacco del Barbarossa e vent'anni dopo era stata incendiata da Dragut e nuovamente assaltata dal "Lazzaro Calabrese", alias il rinnegato Giovanni Galeni, noto come Occhialì, corruzione di Ulugh Alì. Gli attacchi ripetuti di quest'ultimo erano stati tuttavia respinti, a dimostrazione dell'efficacia delle strutture di difesa, costituite da mura raccordate da torri.

Dalle cronache del tempo si desume che la cinta includeva l'intero nucleo abitato fino al torrente Argentina, ed era munita di otto porte e otto torri, di cui oggi sussisotono la torre dell'Orso e, a poca distanza, la minore torre del Ciazzo, con gli adiacenti tratti di mura che inglobavano il convento dei Domenicani.

taggia4 La targa segnaletica sulla cortina in prossimità della torre dell'Orso
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Sono entrambe torri tronco-coniche dalla struttura robusta in pietra, con tracce residue dell'intonaco esterno.

Presentano scarpa modesta, cordolo di raccordo allo scudo superiore e ampie feritoie per artiglieria.

(Foto V. Rossi, 15 novembre 2005)
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