Come in molti paesi delle Riviere, a Laigueglia le case a schiera sul mare erano, e sono tuttora, dipinte a colori vivaci, affinché i marinai potessero distinguerle da lontano. La cittadina esercitava la raccolta e il commercio del corallo in tutto il Tirreno fino alle coste tunisine. Un giorno si sparse la voce di un banco molto ricco proprio al largo di Laigueglia; i pescatori, felici di non doversi più recare fino in Sardegna e oltre, organizzarono una spedizione per cercarlo ma furono colti da una gran tempesta e non tornarono. Il luogo divenne quindi noto come "banco delle vedove".
Il "Torrione del Cavallo" di Laigueglia faceva parte del sistema fortificato realizzato nella seconda metà Cinquecento, per difendere la costa e il paese dalle orde turche al comando del Barbarossa.
Nella cartografia antica esso appare composto di tre torrioni circolari, due sul mare alle estremità del paese e uno al centro del borgo. Quest'ultimo, più grande degli altri due, e la torre di ponente, simile a quella dell'isola Gallinara, non esistono più.
La torre di levante richiama nella struttura quelle di Alassio, di Andora e di Ceriale, da cui si differenzia per la base scarpata più bassa, mentre le ampie aperture nel soprastante corpo cilindrico sono state allargate in anni recenti. L'interno è diviso in due piani con volta ribassata. Il parapetto del terrazzo di copertura ha perso i merli originari, ed è soprelevato a ponente, per maggior protezione della guarnigione sul versante più esposto.
In passato fu utilizzata come carcere e anche come lazzaretto per i naviganti messi in quarantena. Oggi, inglobata nel nucleo urbano, ospita un accogliente Caffé.