Il borgo rivierasco di Moneglia si è sviluppato lungo le sponde del torrente che dai colli scende perpendicolare al mare.
Le abitazioni si sono infittite alla base dei colli, che generano sul mare la punta Moneglia e la punta Rospo, rispettivamente a levante e a ponente, sui quali sorgono a est il castello di Villafranca e, a ovest, quello di Monleone.
Mentre il secondo risulta già allo stato di rudere nelle carte tardo-settecentesche del Vinzoni, il primo - il più piccolo e il meno importante dei due, affacciato sulla sottostante via Aurelia - è oggi in precario stato di conservazione.
Costruito dai Genovesi intorno al 1130, subì manomissioni ingenti per effetto delle guerre tra la Repubblica e i Malaspina alla fine del Trecento e del Quattrocento, ed è stato definitivamente danneggiato dalla seconda guerra mondiale.
La pianta, all'incirca pentagonale, seppur fortemente irregolare per l'andamento del terreno, ha una base a scarpa molto accentuata, di contenimento del terrapieno; sopra il cordolo si erge il corpo superiore, con camminamenti perimetrali e garitte circolari ai vertici, di cui solo una è in buono stato.
La garitta meridionale ripresa da nord
La garitta semidiroccata di nord-ovest
Al centro del terrapieno si staglia la torre quadrata, in muratura, in origine presumibilmente composta da due piani, con terrazza di copertura dal parapetto aggettante poggiato su beccatelli.
Il parapetto della torre rivolto a ponente
Una feritoia verso ovest
Oggi messa in sicurezza con parziali interventi di restauro, la torre ospita una sala per conferenze, con accesso a levante dal piano terra, posta sotto l'area terrazzata. Sulla destra si vede la vetrata recintata che dà luce alla sala, dove in origine doveva trovarsi l'accesso sul lato nord, ormai chiuso. Una scaletta di ferro conduce sulla parte diroccata soprastante.
La scala interrotta sul versante nord
L'angolo cottura sull'area terrazzata