Sulla cresta dell'onda

Rapallo: Castello

Azzurro disteso di cielo,
azzurro increspato di mare,
frusciare di alghe
su onde di terre lontane.
Nube che ombreggi la fronte
in un attimo di frescura,
senti gli spruzzi di cielo
che vengono dai sospiri degli abissi
con cuori di pesci?
(Rita Saglietto)

Il pirata Dragut, riacquistata la libertà dopo la cattura da parte di Giannettino Doria e diversi anni di prigionia, nel 1549 si diresse verso le costa ligure, sapendo la flotta genovese impegnata altrove.

La popolazione fu allertata ma i pirati sbarcarono in tre punti diversi della costa e si sparsero per ogni dove, senza che i Rapallesi potessero organizzare una resistenza efficace. Non rimase loro altro che fuggire sui colli.

La città fu saccheggiata, in diversi persero la vita, parecchi furono rapiti e sbarcati ad Algeri l'anno successivo, venduti come schiavi o in qualche caso resi alle famiglie in cambio di onerosi riscatti.

Il Senato della Repubblica, sollecitato dai Rapallesi, addivenne pertanto alla decisione di costruire un forte a protezione della spiaggia, affidandone la progettazione all'architetto Antonio Carabo.

A questo fine fu aperta una sottoscrizione pubblica, ad integrazione dei fondi stanziati dal Senato, che incontrò le resistenze dei facoltosi cittadini interpellati, cosicché si rese necessaria l'imposizione di imposte a carico della popolazione.

Finalmente, nel 1551, il forte era completato e armato con artiglieria adeguata, divenendo quindi un deterrente decisivo contro altre scorrerie barbaresche. È una struttura singolare, per la forma compatta, accentuata dal cordolo che divide in due metà quasi uguali la base a scarpa e la parte soprastante, e per la posizione in mezzo all'acqua - in questo simile alla Torre Scuola, al largo della Palmaria, e alla Torre Prarola - isolato rispetto alla terra, alla quale è collegato da un piccolo istmo.

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Il castello in un olio di P. D. Cambiaso, da Pietro Patrone - Gianluigi Blengino
La Liguria di Levante nell'Ottocento dalle vedute di P. D. Cambiaso
Genova, E.C.I.G., 1983
castello1 Il castello ripreso ...
castello2 ... da due angolazioni diverse

Nel corso del tempo il forte fu ampliato e mutò destinazione: nel 1608 Rapallo fu elevata al rango di Capitaneato e il castello divenne la residenza del Capitano, mentre il piano interrato fu adibito a prigione.

Dopo l'unità d'Italia, come anche altre difese costiere fu assegnato alla Guardia di Finanza, pur mantenendo la sua funzione di carcere. A quel periodo risalgono l'apertura di grandi finestre e il tamponamento delle cannoniere e dell' "abside" voltata terminale, in origine aperta verso il mare aperto.

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Il castello ripreso dalla passeggiata di levante.
(Foto V. Rossi, 6 ottobre 2004)

Nel 1958, infine, fu acquistato dall'Amministrazione Comunale e, negli anni, è stato sottoposto a interventi radicali di restauro che lo hanno reso un'elegante sede espositiva, nella sua inconsueta e suggestiva posizione sull'acqua.

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castello4 Particolare del soffitto
Particolari dell'accesso al secondo piano
castello5 Un antico graffito raffigurante una galea, al secondo piano del castello
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La volta sottostante la torretta, con il varco per il passaggio di munizioni e, sotto, due aperture per bocche da fuoco.
In piazza Cavour e in via Mazzini, due belle meridiane d'epoca.
(Paola Presciuttini, aprile 2007)
Oggi Rapallo ospita la Brigata della Guardia di Finanza ma presenza dei Finanzieri nel Golfo del Tigullio risale al 1805, quando a Portofino fu istituita una delle tante piccole Brigate dei Preposti Doganali. Un articolo del Capitano Gerardo Severino - Direttore Museo Storico e Capo Sezione Ufficio Storico Guardia di Finanza - ce ne racconta la storia. Per leggerlo cliccare qui.