Sulla cresta dell'onda

Sperlonga: Torre Truglia e Torre Capovento

Sperlonga, continuamente soggetta alle incursioni saracene nel Medioevo, nel 1532 fu munita di un sistema difensivo costituito da quattro torri, per ordine del viceré Don Pietro di Toledo: la Torre Centrale e la Torre del Nibbio, sono oggi incorporate tra le case del paese, di cui la prima compare nello stemma del Comune.

La Torre Truglia, in posizione prominente sul promontorio tra le due riviere all'imboccatura del porticciolo turistico, ha pianta quadrangolare, robusti contrafforti laterali e la consueta scala di accesso al piano rialzato, verso monte e quindi riparata rispetto al mare. Fu eretta sui ruderi di una torre romana ma fu rasa al suolo due anni dopo, dalle orde del corsaro Kair-el-Din detto il Barbarossa.

Ricostruita nel 1611, fu nuovamente abbattuta di Turchi qualche anno dopo, per essere nuovamente ripristinata il secolo successivo come postazione d'avvistamento. Dal 1870 al 1969 ha ospitato la Guardia di Finanza.

Del sistema difensivo faceva parte anche la Torre Capovento, a pochi chilometri a sud del paese, sull'omonimo strapiombo, anch'essa utilizzata come posto di dogana.

Le incursioni barbaresche sono ancora oggi ricordate dal nome della Valle dei Corsari, presso la Grotta di Tiberio.

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La Torre Truglia. A destra la torre Capovento