Sulla cresta dell'onda

Alassio: torre di Vegliasco

La torre di Vegliasco si erge a mezza costa, in posizione dominante sulla valle di Alassio, in allineamento con la torre di Caso.

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Di datazione incerta tra il Quattrocento e il Cinquecento, è ancora rivestita dello spesso intonaco bianco originale. È un corpo cilindrico con base a scarpa poco accentuata e bassa, priva del cordolo di raccordo alle parte soprastante, tipico delle fortificazioni cinquecentesche.

Nella base scarpata si trova un vano con volta a ombrello. A circa tre metri da terra si apre una porta rettangolare protetta da una robusta inferriata, azionata con movimento levatoio. Sull'architrave c'è un bassorilievo di pietra che rappresenta una donna.

All'interno, nello spessore del muro, un'angusta scaletta a chiocciola di pietra conduce ai due piani soprastanti, con volta a cupola, e al terrazzo di copertura.

Quest'ultimo - esempio raro in Liguria - è aggettante rispetto al corpo della torre, con parapetto piatto, caditoie e beccatelli: seppur più piccolo e aggraziato, richiama il coronamento della torre sull'isola di Gallinara.

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vegliasco0 La torre verso la valle di Alassio
vegliasco00 La torre in posizione dominante sul golfo di Alassio

La torre è anche nota come "Torre di Adelasia", la figlia dell'imperatore Ottone I, che aveva sposato Aleramo, figlio del Duca di Sassonia e coppiere di corte; secondo la leggenda le nozze non avevano incontrato il favore dell'Imperatore e la coppia, per sottrarsi alle auguste ritorsioni, fuggì dalla Germania e alla fine trovò rifugio nel territorio di Albenga, alle falde del monte Tirasso. Aleramo lavorava come carbonaio presso il Vescovo di Albenga che, un giorno, si trovò ad ospitare proprio l'Imperatore. Il giovane ottenne di cucinare il piatto preferito di questi e Ottone gradì l'omaggio, perdonò la coppia, e promise in dono ad Aleramo un feudo grande quanto la terra che fosse riuscito a percorrere in un sol giorno: con il suo veloce cavallo Aleramo raggiunse il Po e così conquistò il possesso del territorio che andò a costituire la Marca Aleramica. Adelasia e il marito decisero di vivere nel luogo che fu chiamato Alaxia in suo onore, e poi divenne Alassio.

(Foto V. Rossi, 15 novembre 2004)