Sulla cresta dell'onda

Trapani: Torre Colombaia

Trapani, su di uno stretto promontorio a forma arcuata tra il mare aperto e la baia, era nota fin dall'Antichità: Virgilio la chiama Drepanum, in Plinio compare come Drepana, mentre presso gli autori arabi figura con varianti da una radice comune trab. Il nome sembra quindi derivare dal greco = "falce", con riferimento alla morfologia locale.

Leggenda vuole che il promontorio sia la falce caduta a Demetra (la Cerere dei Romani, dea delle messi), madre di Persefone/Proserpina, nel vagare a lungo alla ricerca della figlia, rapita da Ade/Plutone mentre raccoglieva fiori nelle pianure della Sicilia, e portata nel Regno degli Inferi.

La costruzione di una prima struttura difensiva risalirebbe al cartaginese Amilcare Barca (dal fenicio baraq, fulmine), padre di Annibale il quale, intorno al 260 a.C., eresse la torre chiamata Peliade al posto di un preesistente faro. La torre fu poi abbandonata e divenne nido di colombe, da cui il nome. Durante la dominazione musulmana sarebbe stata riadattata a faro. Nel corso dei secoli fu ampliata fino ad assumere l'aspetto attuale nel Cinquecento, per volontà dei Regnanti spagnoli, nell'ambito del potenziamento delle difese costiere della Sicilia. Nel Settecento, venuta meno la sua funzione antibarbaresca, fu abbandonata e rimase inutilizzata fino ai primi moti pre-risorgimentali, quando fu tramutata in carcere; mantenne tale destinazione fino agli scorsi anni Sessanta, quando fu definitivamente dismessa, per essere poi restaurata nel 1993.

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La storia e la descrizione completa della torre al sito
http://www.tuttasostanza.it/trapani/colombaia.htm
Foto V. Rossi, ottobre 2005