Sulla cresta dell'onda

Trapani: Torre Ligny

Trapani, su di uno stretto promontorio a forma arcuata tra il mare aperto e la baia, era nota fin dall'Antichità: Virgilio la chiama Drepanum, in Plinio compare come Drepana, mentre presso gli autori arabi figura con varianti da una radice comune trab. Il nome sembra quindi derivare dal greco = "falce", con riferimento alla morfologia locale.

Leggenda vuole che il promontorio sia la falce caduta a Demetra (la Cerere dei Romani, dea delle messi), madre di Persefone/Proserpina, nel vagare a lungo alla ricerca della figlia, rapita da Ade/Plutone mentre raccoglieva fiori nelle pianure della Sicilia, e portata nel Regno degli Inferi.

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Su un'estremità del promontorio sorge la torre di Ligny ; eretta nel 1671 - come attesta l'iscrizione sulla lapide che si trova sul prospetto principale - a difesa della città contro le incursioni saracene, fu dedicata al viceré Don Claudio La Moraldo, principe di Lignè, da cui il nome.

È un robusto insolito manufatto a forma tronco-piramidale, con cordolo di raccordo al basso parapetto.

In origine era munito di garitte ai quattro vertici, feritoie su tre lati e caditoia soprastante il varco d'accesso, come di consueto volto verso terra e rialzato rispetto al piano di campagna.

Il prospetto verso il mare aperto, invece, non presenta aperture.

Ha mantenuto la sua funzione difensiva sino all'unità d'Italia e poi è stata utilizzata come stazione semaforica.

Restaurata nel 1979, è stata riattata per ospitare il Museo Trapanese di Preistoria.

Foto V. Rossi, ottobre 2005