Sulla cresta dell'onda

Viareggio: torre Matilde

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La cinquecentesca torre di Viareggio - impropriamente detta "Matilde" perché erroneamente attribuita alla duchessa Matilde di Canossa, morta a Mantova nel 1115 - sulla sponda destra del porto-canale Burlamacca, è stata il fulcro della vita mercantile e cantieristica locale ed è uno dei pochi edifici di rilevanza storica presenti nella città.

Soggetta a diverse destinazioni d'uso nel corso dei secoli, nel Dopoguerra fu abbandonata e rimase inutilizzata fino agli anni Settanta, quando iniziarono i lavori di restauro che l'hanno restituita alla pubblica fruizione.

La torre si articola su tre piani costituiti da vani voltati, con sottostante cisterna interrata e terrazza di copertura. I vani - di misure variabili tra i 7,70 m e i 8,90 m per un altezza di circa sei metri al culmine della volta - sono collegati da una scala in ferro e da pozzetti centrali per il rapido trasferimento di materiali. Eliminate le superfetazioni, le modifiche e le suddivisioni interne arbitrarie, sono stati riportati alla luce i condotti per l'aerazione e per la raccolta delle acque e le bocche da fuoco originarie, come pure le testimonianze dell'ottocentesca destinazione a carcere.

viareggio Fotografia d'epoca - Viareggio, atrio della stazione ferroviaria
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La torre dalla riva sinistra del canale Burlamacca
in una fotografia di Foto-Ottica Vespignani - Viareggio

Le prime notizie su Viareggio risalgono al XII secolo, quando i Lucchesi e i Genovesi, loro alleati, costruiscono un fortilizio - Castrum de via Regia - sulla riva del mare, in sostituzione di una precedente torre di legno impiegata come posto di guardia.

Intorno alla metà del Quattrocento il canale Burlamacca rimase l'unico sbocco al mare dello stato lucchese, e quindi assunse un'importanza crescente che rese necessaria la bonifica dell'area circostante, mentre si incrementava il traffico nel canale, attorno al quale veniva nascendo un borgo marinaro.

Con l'arretramento del mare il fortilizio perse la sua utilità come difesa dello scalo marittimo, rendendosi necessaria la costruzione della torre "Matilde" come struttura difensiva avanzata, realizzata tra il 1534 e il 1542, atta ad ospitare una guarnigione di circa quindici soldati.

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La torre in un modello 1:50 di F. Bazzichi, esposto alla mostra
Mirabilia maris: visioni cartografiche e resoconti di viaggio.
Le marine lucchesi tra XVI e XVIII secolo

Viareggio 29 luglio- 4 ottobre 2006

Negli anni successivi, adiacente alla torre fu costruito il palazzo del Commissario di Spiaggia, ossia la massima autorità civile, penale e marittima. Un loggiato collegava il palazzo alla torre, per offrire al Commissario un rifugio ben protetto in caso di aggressioni.

All'inizio del Seicento la torre fu soprelevata con l'aggiunta di un campanile - rimosso nel dopoguerra - che ospitava due campane. Dopo il 1703 sulla sommità della torre fu installato anche l'orologio pubblico già collocato sulla facciata del palazzo del Commissario, per il funzionamento del quale ogni famiglia viareggina era assoggettata al pagamento di una tassa annua. Nel 1748 fu disposto che tale servizio pubblico fosse assicurato dai soldati di stanza nella torre.

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Frattanto la linea di costa era ulteriormente avanzata e la torre aveva perso la sua efficacia di difesa portuale, cosicché nel 1788 fu costruito un secondo fortilizio alla foce del canale.

In quegli stessi anni si verificò un evento straordinario, legato alla torre Matilde: la città fu investita da una bufera di inaudita violenza, che fece cadere tenebre innaturali rischiarate solo dalla luce dei fulmini che si abbattevano al suolo. Uno colpì la torre vicino al deposito delle polveri, che fortunatamente non esplose. Finalmente la tempesta si placò e il popolo fece voto di celebrare in perpetuo la commemorazione della grazia ottenuta con la cessazione del flagello. Fu così istituita la festa del "Voto del Comune" che, salvo una breve interruzione, si ripete ogni anno il 15 aprile.

Persa la sua rilevanza difensiva, la torre fu adibita a funzioni di allerta - mediante il suono delle campane, colpi di cannone, fumate o l'innalzamento di una bandiera giallo-nera - in caso di avvistamento di navi nemiche o di segnalazione di incendi, oppure di adunata della popolazione in occasioni di pubblico interesse come le vaccinazioni di massa.

Dall'inizio dell'Ottocento in poi fu impiegata come carcere e, dal 1810, ospitò un telegrafo. Con l'elevazione di Viareggio al rango di città per iniziativa della duchessa Maria Luisa di Borbone, fu costruita la "darsena vecchia" e si dette avvio a un intenso sviluppo edilizio, che impiegava non solo i detenuti della torre, ma anche forzati esterni che nella torre trovavano alloggio.

Pur nelle varie vicende dello Stato e nella diversa tipologia dei detenuti, la torre rimase luogo di detenzione sino alla seconda guerra mondiale. Oggi, riaperta al pubblico, è un contenitore culturale, prevalentemente destinato ad ospitare esposizioni di arti figurative, a breve distanza dall'antico mercato del pesce, oggi sede del Museo della Marineria.

(Notizie storiche tratte da Cenni di storia viareggina in Quaderni del Centro Documentario Storico, 12, Assessorato alla Cultura del Comune di Viareggio)
(Paola Presciuttini, dicembre 2005, aggiornamento 25 settembre 2006)