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Rete (da pesca):
Le reti per la pesca marina sono in filo di canapa (o anche di lino, cotone, seta) ritorto e colorato rosso-bruno mediante la tannatura, che viene poi ripetuta 8-10 volte all'anno. Questi fili sono incrociati e annodati in modo da lasciare degli spazi liberi (a quadrato o a losanga) detti Maglie.
Lato è il tratto di filo tra nodo e nodo; il Lume è l'ampiezza della maglia; lato e lume variano non solo da rete a rete, ma da un punto all'altro della stessa rete.
Formato un panno di rete, lo si arma fissando alle armature, superiore e inferiore, con nodi speciali, i cavi, i sugheri e il piombo per poterlo usare.
Le corde (alzane, calomme, cavi, corde, libani, lime, mazzette, reste, sagole, sferzine, ecc.) delle reti da pesca si distinguono in:
- Corde di canapa,
- Corde di manilla,
- Corde di sparto,
- Corde di cocco,
- Corde metalliche (per rimorchio).
Pesca con le reti in un mosaico conservato a Cartagine, Museo archeologico. (Donati e Pasini, 1997).
Le reti da pesca hanno due forme fondamentali:
piano-quadrate, cilindriche,
e si distinguono in:
Reti da posta fissa,
Reti da posta alla deriva,
Reti da circuizione,
Reti a strascico,
Reti speciali.
Alle reti da posta fissa appartengono fra le altre:
- la Bestinara,
- la Cheniara,
- la Ciaulara,
- la Minosciara,
- la Mugginara,
- l' Opalara,
- la Palombara,
- la Palamitara,
- la Paurara,
- la Rete canale,
- la Rete maritata (Lacciara con bardassole, Incanzellata),
- la Rete da storioni,
- il Salterello,
- la Schetta (Schietto, Schiettas, Ritorta, Schete),
- la Scormara,
- la Sepera,
- la Squadrara o Squadrera,
- la Terebara (Trebara),
- la Tonnarella,
- il Tremaglino,
- il Tremaglio (Tremaggio, Intramacchiata, Zabara, Re de trie, Re de barboni, Cerberai, Schetto, Bombine, Gombine, Rete trimagliata, Rete vestita, Rete a parete, Rezzella, Tremaze, ecc.),
- la Tuppidara.
Mosaico pavimentale raffigurante un pescatore che cala la rete (III sec. d. C.)
Roma, Galleria Borghese (Donati e Pasini, 1997)
Alle reti da posta a corrente appartengono, fra le altre:
- la Lacciarella,
- la Menaide (Mannaida, Mannata, Sardellera, Signurella o Signorella, Voighe),
- la Menaidozza (Signurella),
- il Rarilo,
- la Sardara,
- la Sardelera.
Alle reti da circuizione appartengono, tra le altre:
- l' Agugliara ,
- la Cannata (Incannizzata, Cannizzata, Vollaro per cefali, Mugginara, Cefalara).
- la Gastaurellara (Gastavrellara).
- la Lampara,
- la Lampara a mazzetta (a masseta),
- la Lampara a mugginara (a musia),
- la Ravastina,
- la Ravastinella,
- la Tonnarella.
Alle reti a strascico appartengono, tra le altre:
- il Carpasfoglie (Sfogliera, Scacciadiavoli),
- la Mazzonara (Sciabichello, Mazzonara scavapietre),
- la Mussoliera,
- la Mussoliera a piombo,
- l' Ostreghera, Ostregaro,
- la Paranza (Tartane),
- la Paranza chiara,
- la Paranza spessa,
- la Sciabica (Tratta, Ingegno, Migavizza, Tuono, Sciaveca, ecc.),
- lo Sciabichello,
- lo Sciabichello di fondo,
- la Tartana chiara,
- la Tartana spessa,
- la Tartanella (Mestiere cattivo; Gianchettou, Rastrello o Rastellou, Ragno, Tartagna, Bragotto, ecc.),
- il Tartanone (Tartannone),
- la Vastasegna.
Alle reti speciali appartengono, fra le altre:
- l' Angamo,
- le Bilancette (v. Bilancella, Bilancione),
- la Bilancia (a lampiane e a maglie cieche),
- la Bilancia da terra (Rete volante, Lucerna),
- i Bilancioni,
- la Bragagna,
- il Ferro da poverazze,
- il Ferro per calcinelli,
- il Grivarulo,
- l' Ingegno (Croce),
- la Pedaruola (Pedarola),
- il Rabbio,
- il Rastrello a manganello,
- la Rete da capparozzoli, la Rete peschiera,
- il Rullo,
- la Scacchiera,
- lo Sparviero,
- la Teleta,
- il Telone per pesce novello,
- la Tonnara (di corsa, di arrivo, di ritorno; di punta, da costa; da posta, di monta e leva, mista, di sopravvento, di sottovento),
- la Tonnarella,
- il Trabucco (Padellone),
- il Tramuardo,
- la Tratta per pesca minuta.
Circa la diversita' delle maglie, le reti si distinguono in:
- Reti a grande maglia;
- Reti a grandissima maglia;
- Reti a maglia aperta: con maglie larghe e con nodi distanti un po' fra loro, attaccati alla corda maestra;
- Reti a maglia a losanga;
- Reti a maglia media;
- Reti a maglie quadrate;
- Reti a maglia semiaperta: con maglie più strette e nodi più vicini;
- Reti a maglia stretta: con maglie più piccole e nodi ancora più vicini alla corda maestra;
- Reti a piccola maglia;
- Reti a semplice maglia: corrispondente alla grossezza del pesce, che la rete è destinata a prendere;
- Reti a strascico: quelle che hanno la funzione di radere il fondo raccogliendo nella porzione terminale della rete (sacco, manica) tutto quello che si trova su di esso o vi si smuove a breve distanza e che con l'aiuto di pareti laterali, che convergono verso il sacco, si limita e gradatamente si raccoglie.
Le pareti, che in pesca formano due ali cadenti verticalmente, sono di lunghezza variabile, secondo la rete, ma sempre notevole, costituite da maglie di dimensioni sempre minori, a misura che si avvicinano al sacco, che solitamente è di forma conica, a fondo cieco, di lunghezza variabile e di maglia assai fitta. Quando la rete è in forza, il sacco si mantiene aperto per l'azione discordante dei sugheri e dei piombi. La rete a strascico tipo è la Paranza; altre sono la Cocchia (Veneto), la Tartana (Venezia), il Tartanone o Tartarone, la Sciabica, il Carpasfoglie, l' Ostreghera, la Mussoliera, l' Angamo.
Le reti a strascico adoperate dai motopescherecci hanno forma simile a quella delle paranze; l'ampiezza della parte compresa tra il sacco e la bocca è pero' aumentata per quasi tutta la sua lunghezza da una striscia, detta Tassello, fatta con maglie più larghe di quelle vicine e con lezzino più robusto, per diminuirne il deterioramento causa il continuo sfregamento. Esse sono inoltre munite di due tavoloni, detti Divergenti, i quali hanno lo scopo di divaricare i due cavi e le bande della rete, e, quindi, di tenere aperta l'ampia bocca. I divergenti vengono fissati ciascuno per ogni calamento e formano il tratto di unione fra il cavo di canapa che fa capo alla rete e il cavo di acciaio che fa capo al verricello, e distano dalla rete di circa 150 o 160 metri, mantenendosi verticali nella massa dell'acqua.
Gli Eroti pescano con le reti in presenza di Venere seduta in una conchiglia. Mosaico, II sec. d.C., Sussa (Tunisia), Museo Archeologico (Donati e Pasini, 1997).
- Reti di circuizione: quelle di tipo intermedio fra le reti a strascico e le reti da posta. Con esse i pescatori circuiscono, in tutto o in parte, branchi di pesce. Sono di questo tipo la Cannara, la Lampara, la Ragastina, l' Agugliara, la Causterellara, il Giacchio, lo Sparviero.
- Reti da posta e alla deriva, dette anche di parata o da imbrocco: quelle costituite usualmente da una sola parete a maglia di una sola dimensione e talvolta di più pareti sovrapposte a maglie di differente grandezza. Sono formate da panni o piani relativamente poco alti, ma molto sviluppati in lunghezza.
Rete di transizione tra questi attrezzi a una sola parete e a maglia unica e il Tramaglio è la rete maritata, che, nella parte superiore, ha una sola parete, mentre in quella inferiore è tramagliata (per triglie, scorfani ecc.).
Le reti da posta fissa sono ormeggiate con ancore, con pezzi di ferro o con pietre.
Rete tipica del tipo alla deriva è la Menaide.
- Rè armà (veneto): tremaglio.
- Re' da barbon (veneto): tremaglio.
- Re da broco, d' imbroco (veneto): olandina, rete da posta per pesca in acqua dolce.
- Re da broco per i zievoli (venez.): comagna.
- Redi de cam: cagnolere.
- Rete a catino: realone; lunga circa 180 metri per la pesca lacuale in provincia di Aosta.
- Rete chiara: rete della lunghezza massima di m. 300 e dell'altezza massima di m. 60, con misura minima della maglia di mm. 45. Usata per luccio, trota, tinca, coregone sul Lago d'Iseo.
- Rete da cievoli (cefali): senese.
- Rete fissa (Lago di Varano, Foggia):
rete formata di 3 reti, la mezzana di refe, le esterne di spago e con maglie uguali. Anche retambicce.
- Rete a fonte: rete del tipo di circuizione, che si compone di due braccia e di un sacco come la sciabica, ma questo è meno profondo ed è tenuto sospeso, non radente il fondo del mare. La parte più ampia del sacco si chiama Fonte e quella più piccola e a maglia più stretta, in fondo al sacco stesso, si chiama Cappuccio.
Reti a fonte sono la Agugliara, la Causterellara, la Lampara napoletana e la Ragostina.
- Reti da gettata: specie di reti quali il giacchio e affini. Anche Reti da saccoleva.
- Reti da imbrocco: quelle che, calate, stanno ferme mentre vi urta il pesce che resta preso o ammagliato. Anche reti di parata, reti da posta.
- Reti da insacco: v. Tramaglio.
- Rete maritata: v. Tramaglio, reti da posta.
- Rete muccia (comasco ant.).
- Rete ncanzallata (napol.): rete maritata. Denominazione che prende il tramaglio quando, al di sopra della parte composta dei tra foglietti, continua un lembo di rete o velo di maglie più chiare, detto Rete di rarolo.
- Rete da parata: v. reti da imbrocco, da posta.
- Reti poponate : V. rete trimagliata.
- Rete quadra.
- Rete di rarolo: v. Tramaglio, rete ncanzellata.
- Rete a rastrello: rete unita ad un rastrello di ferro, che ha un lungo manico e serve a radere il fondo del mare per pescarvi con-chiglie o altre cose che vogliansi tirare dal fondo del mare. (Stratico).
- Reti da saccoleva: v. Reti da gettata.
- Re da serar (Lago di Garda): tramaglio adoperato per cavedani, carpe, scardove; della lunghezza massima di m. 50, altezza massima m. 3, lato minimo della maglia mm. 15.
- Rete trabaccolare: rete a strascico usata col trabaccolo, in provincia di Ancona.
- Rede de trata (venez.): trata.
- Rete tramagliata: forse nel significato di Rete con una parte costituita da tramaglio, come le Reti maritate.
- Rete trimagliata: denominazione generica delle reti a tre maglie, dette anche Reti vestite. V. Tramaglio.
In Dalmazia le reti trimagliate diconsi anche Bombine o Gombine) dette in Illirico Poponize, da cui deriva forse anche il termine di Reti poponate.
Alle reti trimagliate appartengono, oltre il Tramaglio, i Cerberai e le Passelere:
- Reti vestite: V. reti trimagliate.
- Rete volante: lucerna.
- Rete da zievoli (venez.): rete come la sciabica (venez. Trata), ma di maglia più fitta, di spago più grosso, che si tira in terra con una spilorcia per parte. Serve per pigliare pesci litorali (muggini, orate, ragni, mormore, sogliole, ecc.).
- Fune di rete (tarant.): sughero.
- Galleggianti per rete: pezzi di sughero, tagliati in diverso modo e attaccati alla
corda di sostegno della rete per tenerne il margine superiore quasi alla superficie dell'acqua.
- Isola delle reti: V. Tonnara.
- Panni, Piani d'una rete
- Pare' dela rede (venez.): Parete.
- Pesi per rete: ciottoli o pezzi di piombo di diverso peso, secondo il bisogno, legati alla corda inferiore, per tenere la rete tesa in senso verticale senza farle toccare il fondo.
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