Sulla cresta dell'onda

BELLONA

Questa divinità romana era in origine soltanto la rappresentazione del principale svago di Marte, cioè la guerra; in un secondo momento acquistò una più precisa identità e i Romani le dedicarono un tempio che divenne molto famoso: il senato vi riceveva gli ambasciatori e vi si svolgeva il rito simbolico della dichiarazione di guerra.

Con Bellona fu poi identificata la dea asiatica Ma, conosciuta dall'esercito di Silla nella Cappadocia; vennero in tal modo a crearsi due dee della guerra, ma la corrispettiva orientale di Bellona non era ammessa fra gli dei dello Stato e i suoi sacerdoti venivano reclutati in Cappadocia; fu solo in epoca tarda che venne dedicato un santuario a Ma-Bellona.

Le processioni in onore di Bellona erano impressionanti: i suoi sacerdoti, i bellonarii, si abbandonavano a danze forsennate e, in preda ad un mistico delirio, si ferivano a sangue le braccia e le cosce con una bipenne, pronunziando profezie.

Le rappresentazioni dell'antica divinità romana e dell'altra asiatica sono pressoché identiche: la dea appare armata di lancia e di frusta, qualche volta anche di scudo; spesso ha in mano una torcia. Propria del culto è una cista con una mezzaluna che ricorda l'origine lunare della dea asiatica.