Sulla cresta dell'onda

CHIMERA

Bellerofonte e la Chimera Bellerofonte e la Chimera, in un rilievo del V sec. a.C. Londra, British Museum.

La Chimera è un mostro della mitologia greca, trimembre secondo Omero: "davanti leone, di dietro drago, al mezzo capra"; dalla sua bocca usciva un alito infuocato che uccideva chiunque vi si acco-stasse, e già in antico era considerata come un'incarnazione di forze fisiche distruttrici (vulcani o tempeste).

Era figlia di Echidna e Tifone ed era stata allevata dal re di Caria che la teneva come se fosse un animale domestico. Il re di Licia, Iobate, ordinò a Bellerofonte di ucciderla, perché essa si era data a scorrere nel suo territorio. E Bellerofonte vi riuscì con l'aiuto del cavallo alato Pegaso, del quale si era impadronito grazie alle briglie d'oro dategli da Atena.

images/chimerafirenze.jpg La splendida scultura in bronzo, di fattura etrusca (V-IV sec.a.C.), fu scoperta nel 1553 nei dintorni di Arezzo e restaurata da Benvenuto Cellini. E' ora conservata a Firenze presso il Museo Archeologico

Si racconta ch'egli avesse infisso sulla punta della lancia un pezzo di piombo; al calore delle fiamme lanciate dalla Chimera il piombo si fuse e uccise il mostro.

Fu riprodotta più volte nell'arte antica, sola o in lotta con Bellerofonte, in atto di vomitar fuoco dalle tre bocche, di leone, di capra e di serpente, o solo da quella di capra o quella di leone. Famosa è la cosiddetta Chimera d'Arezzo, in bronzo, al Museo archeologico di Firenze.

In araldica è una figura fantastica, derivata dal mito greco, ma diversamente rappresentata: con testa di donna, petto e zampe posteriori d'aquila, zampe anteriori di leone e coda di serpente. La parola ha assunto, in senso figurato, il significato di sogno vano, fantasticheria strana o di mente malata.