Sulla cresta dell'onda

ESPERIDI

Le Esperidi sono le "Ninfe del Tramonto", le mitiche fanciulle dall'amabile canto, che abitano nell'Estremo Occidente, non lontano dall'isola dei Beati, in riva all'Oceano. Nella teogonia esiodea sono figlie della Notte, ma successivamente furono ritenute figlie di Zeus e di Temi, di Forcide e di Ceto, e infine di Atlante, che di fronte al loro giardino sostiene la volta celeste.

Vario il loro numero e il nome, ma di solito sono tre: Egle, Aretusa, Espere. La loro funzione essenziale era quella di sorvegliare, con l'aiuto di un drago, il giardino degli dei, in cui crescevano i pomi d'oro, regalo fatto un tempo dalla Terra ad Era in occasione delle sue nozze con Zeus.

Eracle nel  giardino delle Esperidi Eracle nel giardino delle Esperidi. Pittura parietale a Pompei (part., I sec. a. C.). Napoli, Museo Archeologico Nazionale
Eracle nel  giardino delle Esperidi Eracle nel giardino delle Esperidi. Idria attica da Cirene (particolare), IV sec. a.C. Londra, British Museum

Esse cantano in coro presso fonti sorgive che diffondono l'ambrosia. Sono legate al ciclo di Eracle, che va a cercare presso di loro i tre pomi che doveva consegnare ad Euristeo, per averne in cambio l'immortalitÓ.

Disperate per aver perso i frutti loro affidati, le Esperidi furono trasformate in alberi - un pioppo, un salice e un olmo, sotto i quali sostarono gli Argonauti - mentre il drago, secondo una versione del mito, divenne la costellazione del Serpente.

Le Esperidi sarebbero infine la personificazione delle lontane onde oceaniche, e i pomi simbolo della feconditÓ e dell'amore.