Sulla cresta dell'onda

NEREO E LE NEREIDI

Nereo lotta con Eracle Nereo lotta con Eracle. Tazza (part.), VI sec. a. C. Roma, Museo Nazionale di Villa Giulia

Nereo, antichissimo dio, figlio di Ponto, viene indicato nella Teogonia di Esiodo come simbolo del mare tranquillo e benefico. Veniva rappresentato come un vecchio venerabile dai lunghi capelli canuti e barba fluente, con in mano uno scettro o un tridente e talvolta col corpo terminante a coda di pesce. Dotato di capacità profetiche come molte divinità marine, era amante della lealtà e della veridicità; ma per evitare di fare previsioni o rivelare profezie a chi gliele voleva estorcere, cercava di sfuggirgli, avendo la facoltà di trasformarsi in acqua, in fuoco e in tante altre forme. Così fece con Ercole, che voleva carpirgli il segreto per introdursi nel giardino delle Esperidi a rubare i pomi aurei appartenenti a Giunone. Ma alfine dovette cedere perché le sue figlie, le Nereidi, avevano indicato ad Ercole il luogo in cui il padre dormiva, e l'eroe lo legò ben bene prima che si svegliasse in modo che non potesse più trasformarsi per sfuggirgli.

Nereidi e mostri marini Nereidi e mostri marini, su piatto del II sec., con decorazioni in argento e oro, proveniente da Canosa di Puglia. (Taranto, Museo Nazionale)
Nereidi e Tritoni Nereidi e Tritoni (part.), bassorilievo su sarcofago del II sec. (Roma, Galleria Borghese)

Le Nereidi, in numero di cinquanta o addirittura, secondo alcune versioni, di cento, erano rappresentate come fanciulle dalla pelle chiara e delicata, in atto di nuotare allegramente insieme ai delfini e ai Tritoni. Come il padre, erano considerate divinità benefiche, e alcune di loro furono particolarmente famose, come Galatea, amata da Aci e da Polifemo; Teti, amata da Peleo e madre di Achille; Aretusa, tramutata in fonte siciliana per sottrarla alle brame del dio-fiume Alfeo; e Anfitrite, sposa di Posidone. Esse erano ritenute dai marinai espressioni positive dell'elemento marino e i naviganti elevavano loro preghiere ed offrivano sacrifici.